Andrea Zhok - La catastrofe europea e le sue Cassandre

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Andrea Zhok - La catastrofe europea e le sue Cassandre

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di Andrea Zhok*

 

Nella mitologia greca Cassandra, sorella di Ettore, era dotata di capacità divinatorie, ma venne condannata da Apollo a rimanere inascoltata.

Oggi, e da un po' di tempo, in Europa per capire i processi in corso non c'è bisogno di essere dotati di divine capacità profetiche. Basta avere una formazione storico-politica decente e non farsi pere quotidiane con gli stupefacenti forniti dal sistema mediatico.

L'Europa odierna è piena di Cassandre che godono del discutibile privilegio di vedere continuamente a posteriori di aver avuto ragione, mentre quelli che avevano torto marcio continuano ad appuntarsi reciprocamente medaglie sul petto, intoccati dai propri fallimenti.

Così, sentire il cancelliere tedesco Merz fare la voce grossa contro il residuo stato sociale tedesco e chiedere sacrifici per alimentare una nuova corsa agli armamenti mette quasi allegria per tutti quelli, e non sono pochi, che ricordano la Germania di Schaüble, la Germania che faceva lezioncine di produttività e moralità all'Europa meridionale (gentilmente connotata con l'acronimo PIGS), mentre utilizzava la leva di un euro artificialmente sottovalutato per nutrire il proprio export. 

La Germania che tra il 2011 e il 2016 ha letteralmente sventrato la Grecia - prendendosi una bella rivincita dopo il '45 - spiegava che non era proprio possibile aiutare la solvibilità greca in quanto sarebbe stato un caso di "azzardo morale".

La Germania, secondo una tradizione di lungo periodo, si presentava come virtuosa, frugale, produttiva, come costitutivamente superiore e destinata solo da una sorte cinica e bara, che l'aveva vista perdente nella Seconda Guerra Mondiale, ad un ruolo di comprimario mondiale. 

E qual era il modello economico che la genialità tedesca proponeva come sapienza economica e virtù morale? Semplice, puntare tutte le proprie carte su una bilancia commerciale in attivo, su un costante surplus delle esportazioni.

E quali erano le chiavi del successo di quella strategia?

Ancora più semplice: 1) bassi costi energetici (con forniture dalla Russia), 2) compressione salariale (in parte nel proprio mercato interno, ma soprattutto presso i propri contoterzisti come l'Italia), e infine 3) la già citata sottovalutazione dell'euro (moneta comune il cui valore era quello medio con paesi meno industrialmente sviluppati). 

Questa geniale strategia economica era un esempio da manuale di "beggar thy neighbour policy": una politica economica che puntava tutto sul relativo impoverimento dei propri vicini. 

Oggi la Germania, dopo aver infilato un 2023 e un 2024 in recessione, ha chiuso il 2025 con un penoso +0,2%, con un comparto industriale in continua contrazione, congiunturale e tendenziale.

Ora, quando anni fa si cercava di spiegare (anche a colpi di documenti pubblici, raccolte di firme, ecc.) che una strategia che accettava di impoverire il mercato interno dell'Europa, per conquistare i mercati con le esportazioni, non era solo socialmente ingiusta, ma era anche fondamentalmente cretina, credo che tutti ricordiamo come la nostra stampa genuflessa aderisse senza resti alla vulgata tedesca, chiedendo austerità, chiedendo una "riduzione del perimetro dello stato", chiedendo la precarizzazione generalizzata come "stimolo alla produttività".

Oggi, quando l'Europa a guida tedesca ha segato il ramo energetico su cui era seduta, troncando i rapporti con la Russia (certo, per ragioni di superiore moralità, si sa), oggi che il naufragio tedesco sta portando a fondo con sé l'Europa (di nuovo, un evergreen), un'Europa privata di un mercato interno capace di sostenere la produzione; oggi che si è riusciti nella mirabile impresa di abbinare una politica di sfruttamento dei ceti lavoratori, una politica impietosa verso i paesi in difficoltà, e simultaneamente perdente anche per il proprio grande capitale, oggi sarebbe il momento di togliersi la soddisfazione di aver sempre avuto ragione.

Ma questa soddisfazione ci è sottratta, perché per rimediare alla catastrofe prodotta, la stessa classe dirigente che l'ha prodotta ci spinge a porvi rimedio alimentando venti di guerra.

Nessuna componente dell'establishment occidentale è più intensamente concentrato dell'UE a guida tedesca nell'ostacolare ogni tentativo di pace, nessuno è più dedito a preparare con parole ed atti una guerra futura.

Nell'Odissea e nell'Orestea, Cassandra venne presa in ostaggio da Agamennone, predisse al re la catastrofe che lo aspettava (la congiura di Clitennestra), ma, una volta di più, rimase inascoltata. 

E questa volta perì nella susseguente catastrofe. 

Spiace dirlo, ma prevedere tutti le disgrazie senza rovesciare il potere che le gestisce non serve a un tubo.

*Post Facebook del 20 febbraio 2026

Andrea Zhok

Andrea Zhok

Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano

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