Viva i contanti. Perché bisogna conoscere bene le banche

Viva i contanti. Perché bisogna conoscere bene le banche

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Beppe Scienza è un esperto che ha descritto molto bene il grande valore della liquidità, in un libro molto chiaro e scorrevole: “Viva i contanti. Le banche li attaccano solo per guadagnarci: l’evasione non c’entra. Convengono e sono sicuri” (Ponte alle Grazie, 2021, 198 pagine, euro 15).

In questo libro snello e intraprendente si possono conoscere le regole fondamentali del vivere quotidiano a livello economico e finanziario. Per capirci meglio è sufficiente dire che il libro descrive molto bene i vantaggi e gli svantaggi delle alternative ai risparmi e alla previdenza, e sottolinea l’estrema importanza della funzione di riserva di valore del denaro reale.

Per essere sintetici conviene riportare i vantaggi più sostanziali della moneta contante (p. 17):

  1. “Non costa nulla”. Le commissioni poco conosciute ricaricate sui venditori non esistono.
  2. “Funziona sempre”, al di fuori di ogni sistema di pagamento elettronico.
  3. Non esiste nessun tracciamento delle “abitudini di consumo”.
  4. Garantisce la “riservatezza”.
  5. Si tratta di una forma di pagamento inclusiva, quindi non taglia fuori nemmeno i bambini.
  6. Pagare in contanti dà “il senso della spesa” e della disponibilità residua.

In Germania il presidente della banca centrale difende l’estrema importanza del denaro contante, mentre la “Banca d’Italia appare dalla parte dei banchieri anziché dei cittadini, al contrario della banca centrale tedesca” (p. 15). In effetti “L’idea che mettere un limite all’uso del contante serva a ostacolare l’evasione è illusoria” (Francesco Lippi, docente alla LUISS di Roma). 

I tedeschi, che amano e che conoscono i soldi a fondo, “definiscono il denaro contante” come la “libertà coniata” (p. 19). Quindi, alla fine di tutti i nostri conti e di tutti i nostri conteggi, in Italia la lotta al contante serve soprattutto a “far guadagnare le banche e le società per i pagamenti digitali” (p. 18). L’Italia continua a essere il classico paese dei furbi e dei furbastri altolocati.

Fondamentalmente “tenere risparmi in contanti ha più senso in Italia che in Germania, non solo per il maggiore rischio di imposte patrimoniali, dissesti bancari e default del paese. In più c’è il fatto che un’uscita dall’euro per i risparmiatori italiani sarebbe rovinosa, per quelli tedeschi no” (tutto è già scritto alla pagina 34). Comunque a riguardo della brutta situazione italiana, il famoso giornalista Marco Travaglio è stato preciso: “Avevamo scritto che il primo problema d’Italia è la politica; invece si scopre che è il secondo: il primo è l’informazione” (p. 103).

Per fortuna sia i tedeschi che gli italiani usano molto i contanti. Però gli italiani sotto i 50 anni non hanno ancora capito come funziona veramente il denaro liquido. Anche per Stefano Capaccioli “Il contante è un diritto, un presidio di libertà e un baluardo contro i soprusi” (p. 23). Infine concludo con un bellissimo proverbio tedesco: “Solo i contanti sono soldi veri”.

Beppe Scienza insegna al dipartimento di Matematica dell’Università di Torino. Dal 1984 ha scritto più di seicento articoli su molte testate: la Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa, Libero, Milano Finanza, Europeo, Epoca, Oggi, Capital, ecc. Oggi collabora al Fatto Quotidiano, fa il consulente e scrive libri: www.vivaicontanti.itwww.ilrisparmiotradito.itwww.beppescienza.it

Nota quasi simpatica – “Il fatto che i criminali prendono accordi coi telefoni mobili non farebbe venire sul serio in mente a nessuno di proibire tutti i telefonini” (Yves Mersch, ex governatore della banca centrale del Lussemburgo; p. 67). Dopotutto “un popolo che non lotta per i propri diritti è sempre responsabile di ciò che accade. Qualcuno disse che chi non dissente da leggi ingiuste è responsabile anch’esso, io la penso uguale” (Anonimo nel Web). E concludo con una bella battuta di Bertolt Brecht: “Andiamo a pescare insieme? Chiese il pescatore al verme” (p. 59).

Damiano Mazzotti

Damiano Mazzotti

"Prima delle leggi, prima della stampa, la democrazia è la parola che puoi scambiare con uno sconosciuto" (Arturo Ixtebarria').

 

Damiano Mazzotti è nato nel 1970 in Romagna e vive in Romagna. Si è laureato in Psicologia Clinica e di Comunità a Padova nel 1995. Nel corso della vita si è occupato di consulenza, di formazione e di comunicazione, lavorando nella Regione Emilia-Romagna, per società di Milano e per l’Istituto Europeo di Management Socio-Sanitario di Firenze. Nel 2008 diventa uno studioso indipendente e un Citizen Journalist che ha pubblicato centinaia di articoli sulla piattaforma informativa Agoravox Italia (www.agoravox.it/Damiano-Mazzotti). Nel 2009 ha pubblicato Libero pensiero e liberi pensatori, il primo saggio di un giornalista partecipativo italiano. 

 

 

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