Vertice Doha. L'Iran respinge la soluzione dei "due stati" alla questione palestinese

5946
Vertice Doha. L'Iran respinge la soluzione dei "due stati" alla questione palestinese

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

L'Iran ha chiarito la sua posizione in merito a una dichiarazione congiunta rilasciata durante il vertice di Doha tenutosi in seguito all'attacco israeliano al Qatar, respingendo la soluzione dei "due stati" per quanto riguarda la questione palestinese e gli sforzi autoproclamati di "pace" degli Stati Uniti.

Il Ministero degli Esteri ha rilasciato queste dichiarazioni martedì, prendendo le distanze dalla Repubblica islamica dai riferimenti fatti nella dichiarazione alla cosiddetta "soluzione dei due stati", ribadendo il sostegno al diritto dei palestinesi alla resistenza ed escludendo qualsiasi prospettiva di riconoscimento di Tel Aviv.

Ha inoltre escluso l'esistenza di una reale intenzione da parte di Washington di risolvere la situazione creata dalla barbarie del regime in tutta la regione dell'Asia occidentale, compresi i territori palestinesi occupati.

La "soluzione dei due stati" non è fattibile

Ribadendo il continuo e incrollabile sostegno della Repubblica islamica alla causa palestinese della liberazione dall'occupazione e dall'aggressione israeliana, il ministero ha ricordato che il Paese persiano non abbandonerà in nessuna circostanza la sua ferma convinzione che i palestinesi abbiano assolutamente il diritto di esercitare il loro intrinseco diritto all'autodeterminazione.

Per questo motivo, Teheran continua a mantenere salda la sua posizione di principio secondo cui l'unica soluzione "vera e sostenibile" alla questione palestinese risiede nella creazione di un "governo democratico unificato" nei territori occupati.

Un governo del genere dovrebbe ricevere il suo mandato dall'esito di un referendum a cui parteciperanno tutti i palestinesi all'interno dei territori e la diaspora palestinese e, quindi, finire per rappresentare "tutti i palestinesi", ha ribadito il ministero.

Pertanto, ha confermato, Teheran respinge categoricamente la “soluzione dei due stati”, sostenuta dagli Stati Uniti e dai suoi alleati, e i concetti proposti come parte di tale “soluzione”, compresi quelli menzionati nella dichiarazione di Doha.

Uno di questi concetti è stato definito come “istituzione dello Stato di Palestina sulla falsariga del 4 giugno 1967”, ignorando i vasti territori palestinesi che Israele aveva già occupato nel 1948 e continua a occupare.

Inoltre, la Repubblica islamica respinge l'idea che la futura capitale palestinese debba essere limitata alla sola parte orientale della città sacra occupata di al-Quds, ha aggiunto il ministero.

"La cosiddetta soluzione dei 'due stati' non risolverebbe la questione palestinese", ha specificato.

"La barbarie israeliana richiede resistenza"

Nel frattempo, l'Iran continua a sostenere il diritto dei palestinesi a utilizzare "qualsiasi mezzo necessario" per realizzare il loro inalienabile diritto all'autodeterminazione e liberarsi dal colonialismo straniero, secondo il ministero.

Tra i diritti di cui gode "qualsiasi nazione pacifica" rientra anche il diritto di resistere, ha osservato, aggiungendo: "Data la barbarie esercitata dalle forze del regime occupante, nulla dovrebbe servire a limitare questo diritto".

"È anche nostro dovere comune, in base al diritto internazionale, sostenere questa aspirazione", ha affermato, ribadendo anche il "rifiuto categorico di Teheran di qualsiasi potenziale riconoscimento del regime".

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni di Francesco Santoianni Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti