Vaccini e 'novax': la deriva dei liberali italiani

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Vaccini e 'novax': la deriva dei liberali italiani

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La deriva fascistoide dei liberali italiani continua inesorabile. In un paese segnato da una gestione a dir poco fallimentare della pandemia, dalle cure alla gestione complessiva, dove è emerso con lampante chiarezza che le misure implementate hanno tutte a che fare con la politica più che con la tutale della salute degli italiani, continuano a soffiare sul fuoco dell’odio contribuendo a creare un clima davvero inquietante dove appare arduo finanche provare a muovere qualche dubbio sulla strategia pandemica italiana. Dai vaccini che non produrranno nessuna immunità di gregge, ma solo grandi profitti per le multinazionali del farmaco, ai mancati protocolli di cura. 

Si resta davvero basiti dinanzi ad alcune uscite colme di fanatismo e odio da parte di ipocriti personaggi che invece hanno approvato in passato ogni misura che tagliava la sanità. Un vero attentato alla salute pubblica fatto passare alla stregua di una necessaria riforma di una sanità spendacciona e inefficiente. La solita narrazione con cui in Italia si è proceduto alla smantellamento del settore pubblico. Con gli evidenti danni che adesso abbiamo sotto i nostri occhi. 

Così siamo costretti ad assistere basiti alla scena dove l’ex sindacalista CGIL Giuliano Cazzola, adesso esponente del partito ultraliberista +Europa, già transitato nella fila del centrodestra, inneggia alla repressione più brutale. Il ministro degli Interni Lamorgese "richiami in servizio Bava Beccaris che sa come trattare questa gente. Questi terroristi”, ha affermato Cazzola in diretta televisiva.
Ecco, il quadro è adesso completo: per i liberal/liberisti alla Cazzola chiunque osi avanzare dei dubbi sulla fallimentare gestione della pandemia è un terrorista e va represso. Non contento l’ex sindacalista dalle evidenti tendenze fasciste aggiunge: “La ministra richiami in servizio il feroce monarchico Bava che con il piombo gli affamati sfamò”. Il riferimento storico è a Fiorenzo Bava Beccaris, il generale italiano famoso per aver represso nel sangue i Moti di Milano del 1898 facendo sparare sulla folla e causando 83 morti e numerosi feriti.

Non tutti utilizzano i toni spropositati e colmi d’odio di Cazzola ma i concetti espressi sono sostanzialmente simili. 

Ad esempio il quotidiano Libero se ne esce con il titolo “Criminali No Vax”. Mandando incredibilmente in sollucchero quelle testate liberali e liberiste sempre in prima fila nel condannare discorsi d’odio di genere o razza (giustamente). Evidentemente l’odio è concesso e promosso quando invece viene esercitato contro chi è portatore di una visione diversa riguardo la pandemia e la sua scellerata gestione. 

Perché questo è il punto: non si tratta di negare la pandemia, i vaccini o la necessità di implementare misure necessarie al contenimento della diffusione dei contagi. Sarebbe stupido ed è un’infima minoranza, peraltro insignificante, a farlo. Si ingigantisce questo problema creando un clima da guerra civile per evitare di parlare dei macroscopici errori compiuti - per sciatteria, incapacità o un preciso disegno politico - sin dallo scoppio della pandemia. Così facendo le classi dirigenti possono svicolare ed evitare di essere messe sul banco degli imputati: tutto poteva e doveva essere gestito diversamente. Altrimenti non ci troveremmo, adesso, praticamente punto e daccapo ad affrontare una incombente stagione invernale all’insegna nuove limitazioni e chiusure. Con le stesse classi dirigenti che hanno boicottato ogni ricerca di un protocollo di cura efficace per affrontare il Covid, a saper prospettare solo nuove dosi di un vaccino che, come affermato dalla rivista statunitense Newsweek, da solo non basta per uscire definitivamente dalla pandemia. 

 

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

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