I giovani francesi svelano il vero volto dell'Unione Europea

910
I giovani francesi svelano il vero volto dell'Unione Europea

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Paolo Desogus

 

I giovani francesi non hanno fatto in tempo a far conoscere le loro motivazioni di dissenso che subito è partita la macchina del fango. Ha iniziato la stampa francese (in larghissima parte controllata dai grandi gruppi finanziari) insinuando che le proteste nelle scuole fossero eterodirette da Mélenchon e dalla La France Insoumise. A ruota hanno seguito i media italiani, che hanno ben pensato di occuparsi delle grandi contestazioni francesi solo dopo che hanno avuto qualche cassonetto bruciato da mostrare agli italiani.

Il messaggio che deve passare è che le proteste sono l'espressione di un gruppo di studentelli facinorosi e viziati che calpestano i frutti del benessere che gli è stato concesso. È in altre parole il tipico messaggio moralistico e ricattatorio che attribuisce patenti di ingratitudine verso chi osa ribellarsi.
 
L'Europa è da tempo quel continente che non accetta il dissenso. È il continente che ha reso la democrazia un'esercizio formale privo di reale dibattito e di reale discussione. Può al massimo tollerare un'opposizione di costume, che si limita a intervenire su temi di superficie. È invece sommamente ostile verso chi mette in discussione gli attuali rapporti di forza, soprattutto se la critica si rivolge all'assetto economico e se si permette di menzionare i nomi dei detentori del capitale, che in Francia sono gli Arnault, i Bettencourt, i Dassault.
 
Nell'ultimo decennio la Francia è stata la peggiore vittima del neoliberismo. Ha pagato un prezzo persino più salato di quello pagato dagli italiani, che hanno vissuto con due decenni di anticipo la torsione ideologica che oggi colpisce i francesi. Un primo assaggio è arrivato con François Hollande, il peggior socialista mai salito all'Eliseo, seguito dal suo ministro dell'economia Emmanuel Macron, la cui presidenza sarà ricordata per aver portato il paese nel punto più basso della sua storia.
 
Macron è il puro prodotto dell'establishment francese e internazionale. È l'espressione degli interessi del grande capitale d'oltralpe e della rapacità dei pochi contro i molti. Le sue politiche hanno infatti privilegiato largamente le grandi fortune che, durante gli anni della sua presidenza, hanno avuto modo di moltiplicarsi a danno del ceto medio e delle classi popolari.
 
Questo capitalismo, incapace di darsi un limite, ossessionato dalla smania della propria crescita, ha depredato tutto quello che c'era da arraffare. Ha contaminato ogni aspetto della vita civile. Ha svuotato il continente europeo di tutto e soprattutto dei suoi grandi punti di forza, come appunto il suo sistema di istruzione. Le riforme imposta dall'UE hanno di fatto distrutto la scuola pubblica. La pedagogia delle competenze, in Francia ancor più che in Italia, ha reso una barzelletta gli studi. Specie in ambito umanistico, la ricerca, orientata dai grandi finanziamenti europei, ha portato gli studi nel binario morto degli "Studies" o delle "Theory", ovvero a inutili quanto effimere mode intellettuali, la cui unica finalità è quella di amministrare le assunzioni nelle università dentro la cornice ideologica neoliberale.
 
Il risultato di queste politiche è che oggi l'Europa è indietro in ogni campo: tecnologico, sociale e politico. Nel nostro continente la democrazia è diventata un esercizio vuoto, senza contenuti, senza pensiero. Hanno legittimità di correre per la guida del governo solo quei partiti che non pensano e che si adeguano all'andamento generale, cioè i partiti che non mettono in discussione l'economia di mercato, il primato del privato e le politiche guerrafondaie.
I ragazzi che scendono in piazza in Francia, come in Europa, protestano contro questo declino. Si ribellano a chi nega loro un futuro. Contestano una politica subalterna al grande capitale e alle lobby: una politica immorale, razzista e priva di prospettiva che non sia la guerra. Poi c'è sempre qualche imbecille pronto a scandalizzarsi per qualche cassonetto bruciato. C'è sempre qualche idiota, pronto a mettere in mostra il proprio servilismo.

Paolo Desogus

Paolo Desogus

Professore associato di letteratura italiana contemporanea alla Sorbonne Université, autore di Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema per Quodlibet.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

L’arroganza di Israele e le continue provocazioni dei sionisti di Giuseppe Giannini L’arroganza di Israele e le continue provocazioni dei sionisti

L’arroganza di Israele e le continue provocazioni dei sionisti

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti