UNA STORIA ANTIDIPLOMATICA A MILANO IL 4 GIUGNO

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UNA STORIA ANTIDIPLOMATICA A MILANO IL 4 GIUGNO

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4 GIUGNO – SEVERGNINI & UNA STORIA ANTIDIPLOMATICA A MILANO


La sezione milanese di Resistenza Popolare, assieme a Miracolo a Milano e alle sezioni locali di Patria Socialista, del Partito dei CARC, e del Comitato di Liberazione Nazionale organizzano la proiezione del docu-film “Una storia antidiplomatica”, dell’Autore Michelangelo Severgnini che sarà presente per l’occasione e presenterà il suo lavoro.
La proiezione si terrà a Milano in viale Monza 140 presso il Circolo Familiare di Unità Proletaria. Ingresso gratuito con offerta libera ma necessità di prenotazione, dati i posti contati (100) a disposizione.
Per prenotarsi cliccare qui https://www.eventbrite.it/e/proiezione-del-film-una-storia-antidiplomatica-tickets-911212480057 o scrivere su what’s up al numero 3346931666.




Di seguito un paio di presentazioni dell’opera.
UNA STORIA ANTIDIPLOMATICA (’75, 2024)
Regia di Michelangelo Severgnini
Prodotto da L’AntiDiplomatico

Il lavoro è il frutto di una storia cominciata oltre 5 anni fa, quando le fonti dirette dalla Libia attraverso internet hanno dato la possibilità all’autore di ricostruire una storia del Paese nordafricano e della migrazione che la attraversa completamente capovolta.
Il lavoro dell’Urlo, sia il film con tutta la censura che ne è seguita, che il libro, è il racconto di quella storia fino al 2022. Oggi questo documentario, “Una storia antidiplomatica”, non solo ne è la continuazione, ma ne è la sintesi a tutti gli effetti più alta cui questo lavoro possa arrivare.
Le accuse precise e dettagliate verso Destra e Sinistra, poliziotto cattivo e poliziotto buono all’interno della stessa agenda che prevede di favorire l’approvvigionamento umano illegale dal continente africano.
L’AntiDiplomatico confida nella collaborazione della stampa e della società italiana nella divulgazione di questo lavoro fondamentale.

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Una “costituente della migrazione” con le prove che nessuno mai ti mostrerà
L’eco dell’Urlo si è persa nel vento che soffia sul mare, grazie ad un’operazione di censura senza precedenti. Eppure, durante un viaggio a Lampedusa, l’autore chiude il cerchio dopo 5 anni di ricerca, grazie a un documento ufficiale del governo usurpatore di Tripoli, mettendo in fila gli snodi di una storia indicibile, censurata, respinta: di una storia ignominiosa.
Alla vigilia delle commemorazioni del decennale del naufragio del 3 ottobre 2013, in una notte insonne, si manifesta in tutta la sua lucentezza la trama nascosta, ma non più occultabile, che ha segnato il decennio maledetto 2014-2024.
Fu proprio quella tragedia a rappresentare l’innesco per una narrazione fiabesca che ha nascosto l’occupazione militare della Libia, ottenuta con la soppressione del voto e il sostegno alle milizie, e che ha fatto della pornografia della sofferenza il fumo per nascondere una vasta occupazione militare finalizzata al saccheggio delle risorse libiche.
Un decennio di barbarie ribattezzata “migrazione” che ha concesso agibilità alle mafie africane perché indisturbate e impunite allestissero un carrozzone infernale, allo scopo di attrarre nella trappola centinaia di migliaia di giovani africani.

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