Trump annuncia il "progetto libertà" per Hormuz. La risposta di Teheran

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Una replica secca e senza appello. L’Iran ha respinto con fermezza il cosiddetto ‘Progetto Libertà’, il piano annunciato domenica dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per sbloccare le navi intrappolate nello Stretto di Hormuz dopo l'aggressione criminale della cosiddetta Coalizione Epstein (Usa e Israele) contro Teheran il 28 febbraio scorso. 

«Qualsiasi ingerenza americana nel nuovo regime marittimo dello Stretto di Hormuz sarà considerata una violazione del cessate il fuoco», ha scritto su X Ebrahim Azizi, presidente della Commissione di Sicurezza Nazionale del Parlamento della Repubblica Islamica. «Lo Stretto di Hormuz e il Golfo Persico non saranno governati dalle deliranti dichiarazioni di Trump – ha aggiunto Azizi –. Nessuno crederà alle sue teorie del complotto».

 

Il ‘Progetto Libertà’ di Trump

Poche ore prima, il presidente USA aveva dichiarato che diversi paesi, finora rimasti estranei al conflitto, avevano chiesto aiuto a Washington per liberare le proprie navi bloccate a Hormuz, «in una vicenda che non li riguarda assolutamente». Trump ha quindi annunciato l’avvio del ‘Progetto Libertà’, previsto per lunedì mattina, ora del Medio Oriente.

«Per il bene dell’Iran, del Medio Oriente e degli Stati Uniti, abbiamo informato questi paesi che guideremo le loro navi in sicurezza fuori da queste acque limitate, affinché possano continuare liberamente ed efficacemente i loro affari», ha scritto su Truth Social. «Ho ordinato ai miei rappresentanti di comunicare loro che faremo tutto il possibile per portare le loro navi e i loro equipaggi fuori dallo Stretto in sicurezza».

Un nuovo ordine per Hormuz

Dal canto suo, la Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (CGRI) ha annunciato che la guida suprema del paese, Mojtaba Khamenei, stabilirà un nuovo ordine di governo per il Golfo Persico. «Le regole e le condizioni per la nuova gestione del Golfo Persico sono state definite e saranno applicate in base al storico ordine della Guida suprema della Rivoluzione Islamica», si legge in una nota.

La stessa fonte ha precisato che la Marina del CGRI controlla attualmente 2.000 chilometri del confine marittimo iraniano nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, e trasformerà questa via d’acqua in una fonte di sostentamento per il popolo iraniano.

 

Lo Stallo attuale

Il contesto resta teso. Il 21 aprile scorso, Donald Trump aveva annunciato la proroga del cessate il fuoco con l’Iran, stabilito il 7 aprile, giustificandola con il fatto che il governo iraniano sarebbe «gravemente diviso» e che il Pakistan aveva chiesto a Washington di sospendere gli attacchi contro la Repubblica Islamica «finché i suoi leader e rappresentanti non avessero potuto presentare una proposta unificata».

Trump aveva anche ordinato alle Forze Armate di mantenere il blocco navale nello Stretto di Hormuz, rimanendo in stato di allerta e operativo. Il 18 aprile, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica aveva dichiarato che lo Stretto sarebbe rimasto chiuso fino al completo ritiro del blocco navale da parte di Washington. «Avvicinarsi allo Stretto di Hormuz sarà considerato una cooperazione con il nemico – aveva ammonito – e la nave trasgressrice sarà attaccata».

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