Tra assedio e diplomazia: il Venezuela nella fase più dura

2262
Tra assedio e diplomazia: il Venezuela nella fase più dura

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Il messaggio annuale della presidente incaricata Delcy Rodríguez all’Assemblea Nazionale venezuelana non è stato solo un atto istituzionale, ma una dichiarazione di fase storica. Un discorso breve, calibrato, aperto da un omaggio alle vittime dell’attacco del 3 gennaio e segnato da un richiamo esplicito al dialogo politico, alla fine dell’“antipolitica” e alla necessità di preservare la pace in un contesto di massima pressione internazionale. Rodríguez ha rivendicato la scelta della via diplomatica dopo il sequestro del presidente Nicolás Maduro e della prima combattente Cilia Flores, definendo l’atto una macchia grave nelle relazioni con gli Stati Uniti, ma ribadendo che il Venezuela non risponderà con l’escalation. È una linea che combina fermezza e autocontrollo: sovranità senza avventurismo.

Sul piano interno, il quadro presentato è quello di una stabilizzazione economica in corso. Diciannove trimestri consecutivi di crescita nonostante un asfissiante blocco economico-finanziario promosso dagli USA, un PIL in aumento dell’8,5%, produzione petrolifera a 1,2 milioni di barili al giorno senza importazioni di carburante, nuovi fondi sovrani per welfare e infrastrutture, investimenti popolari attraverso comuni e consigli comunali. A questo si aggiungono dati su sicurezza, servizi pubblici, occupazione e riduzione della mortalità materno-infantile. Il messaggio è chiaro: lo Stato è sotto attacco, ma governa. La dimensione internazionale è però il vero sfondo di tutto. Rodríguez ha rivendicato il diritto del Venezuela a relazioni multilaterali - con Cina, Russia, Iran, Cuba e anche con gli Stati Uniti - rifiutando ogni subordinazione. La sua frase sul possibile viaggio a Washington, “in piedi e non strisciando”, è diventata il simbolo di questa postura che contrasta con il servilismo della golpista Maria Corina Machado.

Qui si innesta il secondo livello di lettura: la crisi venezuelana come parte di un disordine globale più ampio. L’azione statunitense non rappresentae un’eccezione, ma il comportamento storico di un impero che divide, destabilizza, costruisce e abbatte governi. La novità non è la brutalità, ma la sua esposizione senza maschere o infigimenti di sorta. Bombardamenti, sequestri, minacce dirette: il “mondo senza regole” di cui parla persino la rivista Foreign Affairs, di tendenza conservatrice In questo contesto, il tentativo di dividere il chavismo - costruendo la narrazione fallace di una Delcy Rodríguez “traditrice” - appare come un classico strumento di guerra politica. Ma i fatti mostrano continuità: stesso governo, stesso progetto, stessa catena di comando. Come Maduro ha continuato a percorrere la strada tracciata da Chávez, Rodríguez continua sul sentiero di Maduro.

Il parallelo storico con Lenin e Brest-Litovsk, avanzato da Juan Carlos Monedero, non è retorico: quando la forza è sproporzionata, guadagnare tempo può essere l’atto più rivoluzionario. Evitare una guerra distruttiva non è resa, ma strategia. “Analisi concreta della situazione concreta”. Il Venezuela oggi sceglie di resistere governando, di difendere la propria sovranità senza sacrificare il proprio popolo. In un mondo che scivola verso la legge del più forte, questa scelta - dolorosa, imperfetta, ma razionale - segna una linea. E dice molto più sul futuro dell’ordine globale di quanto sembri a prima vista.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE "TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA" - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero di Paolo Desogus I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

Quanto vale una vita? di Giuseppe Giannini Quanto vale una vita?

Quanto vale una vita?

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti di Antonio Di Siena "Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti