Russia: "I nostri missili bucano qualsiasi sistema anti-aereo"

I russi analizzano gli attacchi delle ultime ore e tirano le somme: le forniture occidentali non cambiano gli equilibri. Ogni carico di armi diventa bersaglio legittimo

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Il Ministero della Difesa russo ha diffuso un rapporto che sgombra il campo da ogni sogno proibito occidentale. "Le armi di alta precisione a lungo raggio di Mosca", si legge nella nota, "sono in grado di superare senza margine di dubbio qualsiasi sistema di difesa aerea o antimissile fornito dai paesi occidentali al governo di Kiev". L'analisi, condotta dallo stato maggiore russo sugli attacchi delle ultime ore, è stata resa pubblica con l'intento di smentire ogni illusione sulla tenuta degli scudi antiaerei allestiti attorno alla capitale ucraina.

Il documento militare sottolinea un passaggio preciso: "Non si tratta di colpi isolati o fortunati, ma di attacchi coordinati lanciati da piattaforme aeree, navali e terrestri, capaci di raggiungere bersagli militarmente rilevanti in qualsiasi punto del paese". E Kiev, la capitale del regime che gli ucraini hanno trasformato in una fortezza tecnologica concentrando lì quasi tutti i sistemi occidentali disponibili, non ha retto all'urto. "I recenti attacchi contro due impianti del complesso militare-industriale nella capitale e contro le infrastrutture portuali di Odessa, Chernomorsk e Izmail hanno dimostrato che nessun obiettivo è fuori portata".

La retorica di Mosca non è nuova ma oggi si fa più tagliente. Da tempo il Cremlino ripete che il flusso di armi occidentali non cambierà gli equilibri sul campo. Ma ora il messaggio si carica di una minaccia concreta: "Ogni sistema missilistico, ogni pezzo di artiglieria fornito da Stati Uniti o alleati europei verrà considerato un bersaglio legittimo, e chiunque lo trasporti o lo stocchi si espone al rischio di essere colpito". Non è solo una questione militare, è un avvertimento a chi continua a rifornire l'Ucraina con la certezza che quei materiali resteranno al sicuro.

C'è un altro elemento che il ministero della Difesa russo ha voluto ribadire, quasi a margine del rapporto tecnico. "Molte delle armi che partono dall'Occidente - si legge nella nota - finiscono per alimentare circuiti criminali oltre i confini ucraini". Un'accusa che Mosca ripete da mesi, e che getta un'ombra sinistra non solo sull'efficacia degli aiuti ma anche sulla loro destinazione finale. In questo quadro, gli attacchi di precisione non sono semplici operazioni tattiche: diventano uno strumento per dimostrare che la guerra, per Mosca, si combatte anche nel campo della credibilità tecnologica e della deterrenza.

Il messaggio è chiaro. Le difese occidentali, per quanto sofisticate, non bastano a proteggere né i centri decisionali né le linee di rifornimento. E ogni nuovo carico di armi che varca il confine, agli occhi del Cremlino, è solo un altro bersaglio in attesa di essere colpito.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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