Putin e Tokayev rilanciano l’asse Russia-Kazakistan

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Putin e Tokayev rilanciano l’asse Russia-Kazakistan

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La visita di Stato del presidente russo Vladimir Putin in Kazakhstan ha confermato l’eccellente stato delle relazioni tra Mosca e Astana, sempre più orientate verso una cooperazione strategica a tutto campo. Durante i colloqui con il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev, entrambi i leader hanno sottolineato l’assenza di controversie bilaterali e la volontà comune di rafforzare ulteriormente i legami economici, politici e culturali. Putin ha definito il rapporto tra i due Paesi una “partnership strategica globale”, fondata sui principi di uguaglianza e rispetto reciproco.

Il presidente russo ha evidenziato i numerosi progetti comuni già in corso, tra cui sette importanti iniziative di investimento, e ha ribadito l’importanza di ampliare la cooperazione nei settori dell’istruzione, della cultura e degli scambi tra cittadini. Dal canto suo, Tokayev ha descritto Russia e Kazakhstan come “amici e fratelli”, lodando i risultati economici raggiunti da Mosca e il ruolo centrale della Russia nello sviluppo dell’economia kazaka.

Secondo il leader di Astana, gli investimenti diretti russi nel Paese hanno raggiunto i 29 miliardi di dollari, mentre il volume degli scambi commerciali potrebbe presto superare i 30 miliardi. Particolarmente significativo è il programma congiunto che comprende 177 progetti per un valore complessivo di 53 miliardi di dollari, segno di una cooperazione che continua ad ampliarsi in tutti i settori strategici. I due presidenti hanno inoltre discusso di questioni internazionali e della futura collaborazione nell’ambito dell’Organizzazione Internazionale della Lingua Russa.

La visita si concluderà con l’adozione di una dichiarazione congiunta e di un ampio pacchetto di accordi destinati a rafforzare ulteriormente il partenariato tra i due Paesi. Un messaggio chiaro in un contesto geopolitico sempre più competitivo: Mosca e Astana intendono consolidare un asse regionale fondato su interessi economici condivisi, integrazione e stabilità politica.


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