Prima gli italiani? La povertà di argomenti e alcune possibile risposte

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Prima gli italiani?  La povertà di argomenti e alcune possibile risposte

 

di Federico Giusti

Occupatevi dell'Italia e degli Italiani, è quanto ci è stato detto nel corso di una manifestazione contro l'intervento Usa in Venezuela.

E, senza ricorrere ad argomentazioni logiche per confutare il luogo comune che vorrebbe assegnare agli autoctoni la primaria attenzione, ricordando che la solidarietà di classe va ben oltre etnie le appartenenze nazionali e locali, vogliamo accogliere l'invito sviluppando qualche ragionamento

Per esigenze pratiche suddivideremo il ragionamento in due punti

La sanità

L'Italia del Governo Meloni, ha disinvestito in sanità e salute, se confrontiamo la spesa nazionale nell'anno del suo insediamento con quella prevista per il 2028 , le risorse  diminuiranno di mezzo punto rispetto al PIL del paese. Ma come è possibile se la premier dichiara insistentemente di  avere aumentato la spesa sanitaria? Il finanziamento del SSN cresce nominalmente ogni anno –  ad esempio nella Legge di bilancio ultima sono stati stanziati 2,4 miliardi in più per il 2026 –, ma questi aumenti non compensano l’inflazione che poi si riflette sul Fondo nazionale sotto forma di svalutazione del denaro e di incremento del costo delle forniture sanitarie e degli appalti (aumentano i costi ma i salari della forza lavoro ristagnano).
 
Per quanto riguarda la forza-lavoro sanitaria il Governo ha risolto il problema dei costi prevedendo aumenti sotto il 6% a fronte di un’inflazione cumulata del 17%.Le liste di attesa sono al loro posto, le strutture chiuse con la spending review non sono state riaperte, i fondi destinati alla disabilità e ai caregiver inadeguati, rinviati di anno in anno  con regole che ne limiteranno fortemente la erogazione . E' la sanità, la salute pubblica il terreno sul quale si misura, con la scuola e i servizi al cittadino, l'attenzione di un Governo alle istanze sociali. Ebbene, se confrontiamo i dati di questi anni il Governo Meloni si è rimangiato buona parte degli impegni assunti, plateale è il dietro front sulla legge Fornero e sull'aumento della età pensionabile fino alla barzelletta sulle accise che dall'opposizione volevano abbattere e invece, saliti al Governo, hanno aumentato.
 
Chi strilla poi al tavolo dei potenti tace ed acconsente
 
Non ci sono alibi, se vuoi dare priorità agli italiani devi adottare politiche conseguenti, se per anni strilli contro la Troika e le regole di Bruxelles ma poi, vinte le elezioni, fai l'esatto contrario palesi solo una grande incoerenza.
Si naviga a vista, prova ne sia la opposizione all'accordo Ue con il Mercosur poi seguita dall'ennesimo voltafaccia, un accordo che fino a poche settimane fa era giudicato dannoso per gli agricoltori italiani ed europei salvo poi  cambiare idea a Bruxelles. Come accaduto per i lavoratori ai quali avevano promesso di cancellare la Fornero, anche gli agricoltori saranno oggetto  prima di lusinghe e  poi di repentini abbandoni?
 
Oro nero
 
Veniamo al petrolio, al plauso dell'Italia alla politica Trumpiana pensando che dal vassallaggio si possano trarre benefici per la Patria, per gli italiani.
L'acquisto di gas e petrolio dagli Usa costa alle casse statali 5 volte tanto di quello Russo, sarebbe sufficiente questo dato per riflettere sulle cause, e le conseguenze, della guerra Nato in Ucraina.
 
Oggi il 68% della produzione mondiale di petrolio è oggetto di interesse statunitense per controllare il commercio, i prezzi, le dinamiche estrattive.
 
Gli Stati Uniti non fanno mistero di voler dominare i mercati mondiali del petrolio e del gas, per farlo devono intanto cancellare ogni trattato internazionale a tutela dell'ambiente e controllare tutte le riserve di gas e petrolio del continente latino americano ricordando che proprio il Venezuela detiene il 20% delle riserve mondiali di petrolio greggio.
 Washington minaccia di ricorrere alla forza contro altri paesi ricchi di risorse, il caso Groenlandia è emblematico, frutto delle mire espansionistiche contenute nell' ultima Strategia di Sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump con la quale si ammette di volere espandere controllo e influenza economica e militare ovunque ci siano risorse da prendere.
 
E qui arriviamo ad un'ultima considerazione sulla priorità da assegnare agli italiani. La nuova dottrina Monroe prevede il diritto Usa di andarsi a prendere tutto ciò di cui necessita per governare il mondo, non esistono etica e morale, diritto internazionale e giustizia, quello che conta è l'interesse nazionale.
 
Ma se questo imperialismo non sta portando benefici agli statunitensi,  allo stesso tempo è foriero di scontri sociali interni sempre più cruenti, prova ne sia la militarizzazione del paese con il raddoppio degli effettivi dell'ICE che agiscono come una forza paramilitare nel tessuto urbano delle città arrestando migranti irregolari che magari lavorano, al nero, senza commettere reati di sorta, ben assorbiti nella filiera dello sfruttamento capitalistico.
 
Assecondare Trump vuol dire non recare un buon servizio agli italiani che oggi si scoprono più poveri e insicuri proprio a causa delle politiche statunitensi, infatti. più di due terzi del petrolio del mercato globale proviene da paesi sui quali l’amministrazione Trump comanda o che minaccia apertamente  con ogni forma di pressione. E l'aumento dei costi ha ripercussioni solo negative sulle imprese e sulle famiglie italiane.
 
La dipendenza dai combustibili fossili , la rinuncia alla transizione energetica, l'appiattimento sulle politiche trumpiane alimenta le difficoltà di interi paesi, incluso il nostro, tra repentini aumenti dei prezzi, processi finanziari speculativi, interruzioni delle forniture alimentando alla fine quella grande instabilità economica causata  proprio dai conflitti.
 
Non pensiamo a politiche diametralmente opposte a quelle del fossile ma da qui all'appiattimento sulle strategie Usa corre grande differenza.
 
Se si vuole tutelare prima di tutto gli italiani il Governo dovrebbe avere almeno la compiacenza di dimostrare la bontà delle sue politiche nazionali ed estere, al contrario strilla, gioca a nascondino e criminalizza ogni forma di critica. Prima gli Italiani? No grazie

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L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA

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L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità

 Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.


LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA

Pasquale Liguori

 Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.

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