La Cina commenta la possibilità di un attacco degli USA contro l'Iran

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La Cina commenta la possibilità di un attacco degli USA contro l'Iran

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Mentre le nubi di guerra si addensano sul Golfo Persico, Pechino lancia un appello alla calma. La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha esortato, come riporta il quotidiano cinese Global Times, tutte le parti coinvolte nell'escalation tra Stati Uniti e Iran a "esercitare moderazione e risolvere le divergenze attraverso il dialogo". Parole nette, pronunciate durante il briefing quotidiano con la stampa, in risposta alle voci sempre più insistenti su un possibile attacco militare statunitense contro Teheran.

"L'escalation delle tensioni in Medio Oriente non serve agli interessi di nessuna parte", ha scandito Mao Ning, mentre il presidente USA Donald Trump valuterebbe l'ipotesi di un'azione militare nell'immediato futuro per costringere l'Iran ad accettare le sue richieste sul programma nucleare. Una decisione, quella di Trump, che secondo fonti vicine all'amministrazione dipenderà anche dal giudizio dei suoi inviati speciali, Steve Witkoff e Jared Kushner, sulla reale disponibilità di Teheran a trattare.

La macchina militare statunitense intanto si muove. Due delle più grandi navi da guerra statunitensi, la USS Gerald R. Ford e la USS Abraham Lincoln, si stanno avvicinando alle coste iraniane, supportate da caccia e forze navali. Il Dipartimento di Stato ha inoltre ordinato il ritiro del personale non essenziale e dei familiari dei diplomatici dall'ambasciata di Beirut, in Libano, tradizionale termometro delle tensioni nella regione.

Sul fronte opposto, Teheran non resta a guardare. Le forze di terra dei Guardiani della Rivoluzione hanno condotto esercitazioni militari sulla costa meridionale del paese. E il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha avvertito: "Le conseguenze di una nuova aggressione non rimarrebbero confinate a un solo paese". Parole pronunciate alla Conferenza sul Disarmo di Ginevra, con un monito chiaro: la responsabilità ricadrebbe su chiunque avvii o sostenga tali azioni.

I mercati intanto registrano il picco: i prezzi del petrolio hanno raggiunto i massimi degli ultimi sette mesi, con i trader che si preparano agli scenari peggiori. La stampa internazionale segue con apprensione gli sviluppi. La NBC News avverte che un nuovo attacco USA all'Iran potrebbe scatenare una rappresaglia su larga scala. Il Financial Times parla di una "crisi autoinflitta". Il Washington Post, in un editoriale, denuncia che gli Stati Uniti stanno "camminando nel sonno verso la guerra" con l'Iran.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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