"Cosificazione": la deriva del capitalismo che divora l'umanità (Le Frasi di Marx)

Dal bracciante all'impiegato "di concetto": così il mostro del profitto sta espropriando le nostre vite...

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"Cosificazione": la deriva del capitalismo che divora l'umanità (Le Frasi di Marx)

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Presentazione e traduzione a cura di Alessandra Ciattini

Dopo un periodo di sospensione dovuto al fatto che Youtube ha bloccato questo canale educativo, per cui è stato spostato su Patreon, riprendiamo la pubblicazione della sua versione italiana, proponendo un nuovo video sul processo di cosificazione delle persone (trasformazione del soggetto in oggetto) nel capitalismo del XXI secolo. 

Il video comincia con una citazione letteraria tratta dal famoso romanzo di Herman Melville Moby Dick, il cui protagonista è il capitano Achab, il quale pensando al suo desiderio ossessivo di catturare ed uccidere la temibile balena bianca osserva: “Il mio scopo è folle, ma i mezzi da me impiegati sono razionali”. Secondo il Marx del video questa frase coglie perfettamente la natura profonda del sistema capitalistico, che oggi vediamo nella sua forma più spietata e crudele. E, in effetti, se tentiamo di disvelare la finalità primaria di questo sistema, comprenderemo che esso mira all’accumulazione infinita di ricchezza nelle mani di pochi, in un contesto (la terra), le cui risorse sono limitate, utilizzando mezzi sempre più raffinati, basati sul calcolo razionale, la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, non preoccupandosi minimamente dei bisogni dell’umanità. Anzi producendo spesso con il suo sistema economico-sociale oggetti dannosi o inutili alla soddisfazione di questi bisogni anche elementari (basti pensare alle armi ormai sempre più terribili per le loro capacità distruttive).

In questo gigantesco processo, che ormai coinvolge tutta l’umanità, la maggioranza degli individui è condannata a operare per il raggiungimento di questo fine, prestando il proprio lavoro, la propria operosità, la propria vita per garantire a quei pochi, che si sentono ormai al di sopra del diritto e dell’etica, la continua valorizzazione dei loro capitali, accumulati grazie ad aggressioni, frodi, espoliazioni. Il dispiegarsi di questo terribile meccanismo, che funziona come un mostro divorante, fa sì che gli esseri umani vengano privati del loro ruolo di soggetti, ridotti a puri oggetti impossibilitati a decidere delle loro vite e del loro futuro. Il capitale assurge così a unico decisore mondiale, trascina uomini e cose nel suo vortice infernale, innescando conflitti e guerre per diffondere il caos, che gli consente di impadronirsi più facilmente delle risorse altrui.

Ogni individuo, senza tenere conto delle sue esigenze e delle sue esperienze, viene inserito in un mostruoso ingranaggio, tratteggiato da Charlie Chaplin nel famoso film “Tempi moderni”, nel quale viene trasformato in oggetto utile e sacrificabile ai bisogni di coloro che lo governano. Ogni lavoratore perde la sua natura di persona e diventa un oggetto che produce oggetti (merci) che non sono suoi, e il suo lavoro viene sfruttato fino a che produce profitto. Quando ciò non avviene più ce se ne disfa come fosse un rifiuto. 

Per essere più profittevole, il processo produttivo deve necessariamente frammentare il lavoro, dividerlo in piccole unità, ognuna svolta da un singolo lavoratore, che quindi non ha più bisogno delle sue conoscenze lavorative complessive, le quali gli vengono espropriate e depositate nelle macchine, le quali finiscono per svolgere gran parte del lavoro. In conclusione, a causa di queste operazioni si produce una duplice disumanizzazione, che tramuta i produttori in oggetti al servizio di un dominio sovrastante e che li priva delle loro esperienze e competenze lavorative, appropriandosene. E tale inversione non riguarda i soli lavoratori manuali, ma anche sempre di più quelli cosiddetti “di concetto” trasformati in esecutori di quello che ignoti algoritmi dettano loro. Ci sarebbero tutte le condizioni, perché tutti i lavoratori prendano coscienza delle condizioni in cui lavorano e si attivino per trasformale radicalmente. 

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