Petrolio, settima impennata di fila: il Brent vola a 112 dollari

Il blocco navale voluto da Trump spaventa i mercati. Calano le scorte Usa e la benzina torna a costare cara come nell’estate 2022

930
Petrolio, settima impennata di fila: il Brent vola a 112 dollari

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Non c’è pace per il mercato del petrolio. Ieri, martedì, il Brent ha segnato la settima seduta consecutiva al rialzo, chiudendo intorno ai 112 dollari al barile. Un livello che non si vedeva da inizio aprile. Il WTI statunitense si è fermato un soffio sotto i 100 dollari (99,96), mentre il greggio Murban ha sfiorato i 107.

Il tutto mentre arriva una notizia che sulla carta avrebbe potuto alleggerire le tensioni, ma così non è stato. Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato a sorpresa la loro uscita dall’Opec e dall’Opec+, a partire da venerdì primo maggio. Una decisione - spiegano da Abu Dhabi - legata alla visione strategica del paese e allo sviluppo del proprio settore energetico. In sostanza, gli Emirati vogliono correre più veloci da soli, accelerando sugli investimenti nella produzione interna.

Ma il mercato non ha respirato, anzi. Il vero nodo resta un altro: lo Stretto di Hormuz è ancora chiuso. E finché resterà bloccato, nessuna nave carica di greggio potrà passare. Una mossa, quella voluta dall’amministrazione Trump, che molti analisti definiscono un autogol per gli stessi Stati Uniti e i loro alleati. Perché il blocco in una delle vie d’acqua più strategiche del pianeta rischia di strozzare l’offerta globale, facendo schizzare i prezzi.

E mentre il mercato guarda con il fiatone al prossimo movimento, dagli Stati Uniti arrivano i dati dell’American Petroleum Institute. E anche quelli vanno nella stessa direzione: le scorte di petrolio greggio sono calate di 1,79 milioni di barili nell’ultima settimana di aprile. Giù anche le riserve di benzina (-8,47 milioni di barili) e dei distillati (-2,60 milioni). Un calo dovuto in gran parte alla strategia di Washington, che ha iniziato a liberare le riserve strategiche per cercare di calmierare i prezzi dei raffinati.

Peccato che la crisi di Ormuz stia vanificando parte degli sforzi. Tanto che il prezzo medio della benzina negli States ha toccato i 4,18 dollari al gallone, un livello che mancava dall’agosto del 2022. Un altro segnale che la tempesta energetica è tutt’altro che passata.

Cos’è l’Opec

Fondata nel 1960 da Iran, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita e Venezuela, l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio nacque per rompere il monopolio delle cosiddette Sette Sorelle, i giganti energetici di Usa ed Europa. Oggi, formalmente, la sua missione è coordinare le politiche petrolifere per garantire stabilità ai mercati, rifornimenti regolari ai consumatori e redditi giusti ai produttori. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

La guerra per le rotte arriva al Grande Nord di Giuseppe Masala La guerra per le rotte arriva al Grande Nord

La guerra per le rotte arriva al Grande Nord

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti