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PICCOLE NOTE


Un attacco “ben pianificato”, questo il commento  del premier neozelandese Jacinda Ardern all’eccidio di Christchurch, che ha causato 49 morti, destinati a salire dato che ci sono 20 feriti gravi. E poteva andare peggio, dato che la polizia ha disinnescato ordigni esplosivi piazzati nei pressi della strage..
 

Un attentato di stampo suprematista: tre gli arrestati per ora. Nel mirino il “pericolo islamico”, come rivendicato nel video di un attentatore, che ha filmato la strage con una telecamera.


Razzisti, fascisti, suprematisti i tanti riferimenti che gli attentatori hanno lasciato come firma: contro gli islamici che starebbero invadendo l’Europa, hanno richiamato, con scritte sulle armi, le gesta di altri attentatori del loro stampo, tra cui Luca Traini che ha sparato a degli extracomunitari in Italia.


Non mancano i riferimenti a eventi storici e a figure che appartengono al pantheon di tali ambiti radicali: dall’assedio di Vienna alla battaglia di Lepanto.

Delirio che ricorda la farneticante rivendicazione di Anders Breivik, l’attentatore di Oslo che fece strage di ragazzi identificati come degenerati progressisti.


Dopo l’eccidio, infatti, il memoriale via web, con deliri puntuali e affastellati simili a quelli degli assassini neozelandesi.


Colpisce il nome della cittadina in cui si è fatta strage, Chiesa di Cristo(Christchurch).


Dato che certi ambiti vivono di simboli, non è certo una scelta casuale e denota l’esoterismo satanico da cui nasce il loro agire, che ha convergenze con l’esoterismo satanico di matrice islamista (Isis e altro).


D’altronde il Terrore si alimenta dell’apparente dialettica tra questi due estremi, in realtà un mostro a due teste che, con l’attentato neozelandese, rilancia lo schema dello scontro di civiltà, che negli ultimi tempi aveva subito una flessione.


Attentato con proiezione globale, stante la massima pubblicizzazione che si è voluto dare all’azione, con il video in presa diretta della strage per destare orrore ed emozione allo scopo di una più ampia diffusione. Uno sviluppo della Tecnica pubblicitaria del Terrore made in Isis.


Ricadute dell’azione, soprattutto se (come possibile) gli attentatori neozelandesi troveranno epigoni, anche sulla dialettica tra forze di sistema e forze populiste, cruciale nello scontro politico del mondo.


Le forze cosiddette populiste, fatte segno di accuse razzismo, a volte in maniera debita altra indebita, rischiano di venire identificate tout court con l’estremismo della destra radicale, come avvenne ai tempi del referendum sulla Brexit dopo l’omicidio dell’esponente laburista Joe Cox.


Una dialettica che andrà ad acuirsi in prospettiva delle elezioni europee, più che importanti per il destino dell’attuale modello di globalizzazione, con rischi più alti per quanto riguarda una possibile inserzione del Terrore.


Peraltro il richiamo all’invasione islamica dell’Europa da parte dell’attentatore di Christchurch suona significativo e puntuale.


Ma al di là di possibili prospettive future, resta il dolore per quanto avvenuto nel giorno che la Arden ha definito tra i più tragici della storia della Nuova Zelanda.
 

Nota a margine. Ha colpito tanti l’invito dell’attentatore a iscriversi a PewDiePie, il sito di uno youtuber più che famoso, lo svedese Felix Arvid Ulf Kjellberg, che ha trovato il  successo con i suoi commenti in presa diretta mentre gioca ai videogame. 

Commenti che avvincono perché, si legge su wikipedia, sono conditi da “urla di spavento, voci buffe, commenti politicamente scorretti e bestemmie senza fine”.

Lo Youtuber ha ovviamente preso le distanze dalla follia. Resta da capire il richiamo, che certo ha scopi pubblicitari, dato che PewDiePie è una delle parole più cercate su Google, ma forse è anche un richiamo a certe tecniche dei terroristi, che, si è scoperto, usano anche le chat dei giochi per comunicare tra loro.

Sul punto rimandiamo anche a un articoletto che accenna a come gruppi di estrema destra usano i videogiochi per reclutare adepti. D’altronde la violenza di certi videogame andrebbe monitorata con più attenzione.

 

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