Nicaragua, 47 anni dopo: il 19 luglio che cambiò la storia
A quarantasette anni dalla vittoria della Rivoluzione Popolare Sandinista, il 19 luglio continua a rappresentare una delle date più significative della storia contemporanea dell’intera America Latina. Non solo la caduta della brutale dinastia dei Somoza, sostenuta per decenni dagli Stati Uniti, ma anche l’affermazione di un progetto politico fondato sulla sovranità nazionale, la giustizia sociale e la partecipazione popolare. Le giornate decisive del luglio 1979 segnarono il crollo definitivo del regime. Dopo gli accordi di Puntarenas, che prevedevano la transizione politica e l’uscita di scena di Anastasio Somoza, gli eventi accelerarono rapidamente. Il 16 luglio Somoza lasciò il paese, ma il suo successore, Francisco Urcuyo, tentò invano di mantenere il potere e di proseguire la resistenza della Guardia Nazionale.
Di fronte al fallimento delle ultime manovre del regime morente, la Direzione Nazionale del Fronte Sandinista ordinò l’avanzata verso Managua. Mentre migliaia di soldati della Guardia abbandonavano uniformi e armi, le colonne guerrigliere entrarono nella capitale il 19 luglio, prendendo il controllo del bunker di Somoza e ponendo fine a una delle dittature più longeve del continente. Il giorno successivo, una grande mobilitazione popolare nella Plaza de la República, ribattezzata Plaza de la Revolución, sancì simbolicamente l’inizio di una nuova fase storica per il Nicaragua.
L’anniversario della rivoluzione richiama anche una memoria più ampia: la resistenza anti-imperialista guidata da Augusto César Sandino negli anni Trenta, il sacrificio di migliaia di combattenti e civili e la guerra degli anni Ottanta, segnata dal conflitto sostenuto dagli Stati Uniti contro il governo sandinista.
Per i sostenitori del processo rivoluzionario, il lascito del 1979 si riflette nelle conquiste sociali realizzate nel corso degli anni: riforma agraria, sanità e istruzione gratuite, diritti dei lavoratori, sostegno alle cooperative, sviluppo delle autonomie locali e politiche per l’uguaglianza sociale e di genere. In un contesto internazionale ancora segnato da tensioni geopolitiche e pressioni economiche da parte del tracotante imperialismo statunitense deciso a imporre una Dottrina Monroe 2.0, il 19 luglio resta per il Nicaragua e tutta l’America Latina non soltanto una ricorrenza storica, ma il simbolo della capacità di un popolo di difendere la propria indipendenza e di rivendicare il diritto a scegliere il proprio destino.
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