Mossa disperata della NATO, pretesto del terrorismo per attaccare l'Afghanistan

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Mossa disperata della NATO, pretesto del terrorismo per attaccare l'Afghanistan

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Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha dichiarato oggi, nel corso di una conferenza stampa che i paesi membri dell'alleanza militare sono pronti a lanciare attacchi a distanza contro i gruppi terroristici in Afghanistan, qualora tentassero di stabilirsi nuovamente nel paese.

"Coloro che ora prendono il potere hanno la responsabilità di garantire che i terroristi internazionali non riacquistino un punto d'appoggio", ha detto Stoltenberg ai giornalisti presso la sede della NATO a Bruxelles.

In questo senso, ha indicato, con una sua personale quanto del tutto irrazionale lettura, che una parte delle forze di sicurezza afghane "ha combattuto coraggiosamente", ma non ha potuto mettere in sicurezza il Paese perché, in ultima analisi, i leader politici dell'Afghanistan non sono riusciti a confrontarsi con i talebani e a raggiungere la soluzione pacifica che la popolazione "disperatamente ricercato."

La minaccia del terrorismo

Il segretario generale della Nato gioca la carta del pretesto del terrorismo internazionale, ritenendola ancora una volta una minaccia dopo il ritorno dei talebani al potere in Afghanistan, motivo per cui l'Alleanza atlantica "deve stare all'erta per restare in prima linea nella lotta" contro questi gruppi.

Stoltenberg ha invitato il movimento insorto a facilitare la partenza di tutti coloro che vogliono lasciare l'Afghanistan ed a rispettare i diritti umani, in particolare quelli delle donne, precisando che l'alleanza ha accettato di inviare ulteriori aerei di evacuazione a Kabul.

"Gli alleati hanno corso questo rischio [di ritiro], perché sapevano che l'alternativa non era continuare con una presenza militare limitata, l'alternativa più probabile era continuare con una maggiore presenza di truppe Nato e tornare a combattere", ha continuato.

La tragedia afgana

"La frustrazione è facile da capire quando vediamo che tanti anni di sforzi da parte dell'intera comunità internazionale non hanno prodotto risultati migliori e più forti quando si tratta di strutture statali afghane", ha lamentato Stoltenberg.

Il segretario generale della Nato ha assicurato che l'obiettivo dell'alleanza in Afghanistan era quello di aiutare a costruire uno Stato vitale , non di mantenervi una presenza permanente, per quella che descrive come una “tragedia” il crollo del governo contro i talebani dopo 20 anni.

Senza ricordare la tragedia che ha comportato 20 anni di occupazione. Se davvero questa presenza della NATO e delle sue ONG avesse conseguito risultati in termini di diritti umani, la popolazione afgana li avrebbe difesi con ogni mezzo di fronte all'avanzata dei talebani.

Così non è stato.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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