Lukoil cede la raffineria siciliana di Priolo ad un fondo cipriota

3806
Lukoil cede la raffineria siciliana di Priolo ad un fondo cipriota

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

La raffineria di Priolo in Sicilia, la più grande d’Italia, si accinge a cambiare assetto proprietario.

Di fatto la Lukoil, che attraverso Litasco controlla la Isab Srl, ha raggiunto un accordo preliminare per la cessione a Goi Energy, ramo energetico del fondo di private equity Argus di Cipro.

Ad annunciarlo  il 09 gennaio con un comunicato stampa la stessa Lukoil:

“La Lukoil- si legge nella nota diffusa per la stampa - comunica che LITASCO S.A., controllata al 100% da LUKOIL, e G.O.I. ENERGY LIMITED (di seguito "G.O.I. ENERGY") hanno raggiunto un accordo relativo alla cessione di ISAB S.r.L. (di seguito "ISAB") a G.O.I. ENERGY. Il completamento dell'operazione è previsto entro la fine di marzo 2023 al verificarsi di alcune condizioni sospensive, tra cui il ricevimento delle necessarie approvazioni delle autorità competenti, in particolare del governo italiano.

ISAB S.r.L. possiede un grande complesso petrolchimico in Italia che combina impianti di raffinazione, gassificazione e cogenerazione elettrica. Per il funzionamento efficiente del complesso dopo la sua acquisizione, G.O.I. ENERGY ha stretto una partnership con TRAFIGURA, uno dei maggiori commercianti internazionali di petrolio e prodotti petroliferi del mondo, che assicura forniture ininterrotte di materie prime alla raffineria e fornisce il prelievo di produzione e il livello di capitale circolante necessario. Il nuovo proprietario manterrà i posti di lavoro e garantirà le condizioni di salute e sicurezza.”

Questa l'evoluzione, sempre che il governo approvi la cessione, di quello che era diventato un rognoso nodo per l'esecutivo Meloni, una vera e propria bomba economica e occupazionale pronta a esplodere.

I problemi infatti erano divenuti di difficile risoluzione, dopo l’embargo U.E. al petrolio russo, scattato il 5 dicembre 2022. 

Problemi connessi innanzitutto alle difficoltà di reperire le forniture; la Isab stentava poi a ottenere linee di credito con le banche, nonostante le pressioni governative sugli stessi istituti di credito.

Le stesse banche interessate non si erano presentate al tavolo convocato dal Ministro dello Sviluppo e non avevano accettato le proposte di garanzie Sace per permettere alla raffineria di importare da altri paesi.

Nelle scorse settimane visto lo stallo, si erano paventate due ipotesi: quello della nazionalizzazione, oltre alla possibilità di richiedere una deroga all'embargo.

In gioco il futuro di mille dipendenti e di quasi 2mila lavoratori dell’indotto, ma considerata la rilevanza dell’impianto e la connessione tra imprese del tessuto produttivo locale, a rischio erano almeno 10mila posti di lavoro

Francesco Fustaneo

Francesco Fustaneo

Laureato in Scienze Economiche e Finanziarie presso l'Università degli Studi di Palermo.
Giornalista pubblicista dal 2014, ha scritto su diverse testate giornalistiche e riviste tra cui l'AntiDiplomatico, Contropiano, Marx21, Quotidiano online del Giornale di Sicilia. 
Si interessa di geopolitica, politica italiana, economia e mondo sindacale

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico di Fabrizio Verde Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico   Una finestra aperta Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La guerra mondiale non è più "a pezzi" di Paolo Desogus La guerra mondiale non è più "a pezzi"

La guerra mondiale non è più "a pezzi"

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista? di Giuseppe Giannini Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti