Lo Stato Islamico si espande nella penisola egiziana del Sinai

Il gruppo armato jihadista più attivo in Egitto giura fedeltà a Baghdadi

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Lo Stato Islamico si espande nella penisola egiziana del Sinai

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di Mara Carro

Nelle ultime settimane, lo Stato Islamico (IS) ha incassato il supporto di alcuni gruppi radicali che operano nel Nord Africa. 
 
A fine ottobre il Consiglio della gioventù islamica di Derna ha dichiarato la sua fedeltà al gruppo e il suo legame con il califfato mentre ora sembra che sia stato il gruppo armato jihadista più attiva in Egitto, Ansar Beit al-Maqdis a giurare fedeltà allo Stato islamico e obbedienza all’auto-proclamato Califfo Ibrahim, Abu Bakr al-Baghdadi. Prima ancora era stato il gruppo algerino Jund al-Khilifa, responsabile del rapimento e della decapitazione dell’escursionista francese Herve Gourdel ad affiliarsi all’Is. Ansar al-Beit Maqdis è però uno dei più importanti gruppi militanti a dichiarare fedeltà allo Stato islamico invece che al suo rivale più consolidato al-Qaeda.
 
Conosciuto anche come Ansar Jerusalem, ‘Partigiani di Gerusalemme’, la cellula jihadista egiziana si è costituita sfruttando il vuoto di autorità che ha seguito la deposizione di Hosni Mubarak nel 2011 e ha intensificato la sua attività dopo il colpo di stato militare che nel luglio 2013 ha rimosso il presidente Mohamed Morsi, rivendicando numerosi attentati contro le Forze di Sicurezza de Il Cairo. Il gruppo è stato designato organizzazione terroristica dal Dipartimento di Stato americano e dal governo del Regno Unito nell’aprile scorso.
 
Il gruppo armato ha la sua roccaforte nella penisola del Sinai e nel suo messaggio ha sollecitato tutti i musulmani nel mondo a esprimere sostegno allo Stato Islamico e tutti gli egiziani a prendere le armi contro il presidente Abdel Fattah el-Sisi,  
 
Come ricostruisce Thomas Joscelyn su The Long War Journal, già in passato ci sono state degli annunci di affiliazione di Ansar Beit al-Maqdis all’IS, prontamente smentiti. 
 
Se confermata, la dichiarazione di fedeltà confermerebbe l’accresciuta popolarità di cui gode lo Stato islamico e la diffusione della sua influenza nella regione, oltre che in Siria e in Iraq, e nell’Egitto, il paese arabo storicamente più influente. Tuttavia, le smentite che ci sono state, l’ultima proprio il 4 novembre, sono rivelatrici di un disaccordo all'interno dell'organizzazione. Disaccordo che, come spiega David D. Kirkpatrick sul Nyt, esporrebbe l’esistenza di due anime all’interno del gruppo: quella che fa capo alla leadership di Ansar Beit al-Maqdis nella Valle del Nilo favorevole ad un’alleanza con lo Stato Islamico e la leadership del Sinai che rimane fedele ad Al Qaeda nelle sue dispute teoriche e nella sua rivalità con lo Stato islamico.
 
Come analizza ancora Joscelyn, mentre lo Stato Islamico gode di una rete internazionale di sostenitori, incontra difficoltà nell’assicurarsi la fedeltà di altri gruppi jihadisti. Alcuni veterani jihadisti, che vanno dal sud-est asiatico all'Africa, hanno assicurato la loro fedeltà a Baghdadi ma la maggior parte del sostegno allo Stato islamico proviene dalle giovani reclute jihadiste. Le filiali regionali di al-Qaeda e gli altri leader jihadisti hanno infatti evitato di offrire la loro fedeltà.
 
Dall'inizio di quest'anno, ci sono stati molteplici ricostruzioni che hanno messo in luce la crescente collaborazione tra Ansar Beit al-Maqdis e lo Stato islamico sebbene l'esatta natura di questa sia ancora da decifrare. Non è ancora chiaro infatti se l'impegno di Ansar Beit al-Maqdis produrrà un cambiamento nelle tattiche del gruppo che finora ha concentrato i suoi attacchi sulle forze di sicurezza, e solo una volta ha preso di mira un bus turistico al confine con Israele, uccidendo tre cittadini sudcoreani.  
 
Nel mese di agosto, ABM ha decapitato quattro egiziani, accusandoli di essere "spie" di Israele. Il gruppo ha pubblicato un video degli omicidi simili a quelli dello Stato islamico. Solo una settimana prima lo Stato islamico aveva pubblicato un video che mostrava la decapitazione di James Foley, un giornalista americano, ed è probabile che il gruppo egiziano abbia preso ispirazione dal video dell’esecuzione di Foley.
  
Nel mese di settembre, invece, lo Stato islamico ha rilasciato una dichiarazione nella quale esortava gli insorti nel Sinai a portare avanti attacchi contro le forze di sicurezza del paese. 
 
In prima battuta, questo giuramento di fedeltà è una minaccia per la sicurezza egiziana dal momento che la cellula egiziana potrebbe sfruttare questa alleanza in termini di risorse, reclute e armi da impiegare contro il governo del Il Cairo.

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