L'Iran agli Stati Uniti: «In questi giorni vivranno l'inferno»

La Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione ha lanciato missili balistici e droni contro otto infrastrutture statunitensi. Washington accusa Teheran di aver attaccato navi mercantili nello Stretto di Hormuz

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La Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran (IRGC) ha avvertito domenica che le forze statunitensi «vivranno l'inferno in questi giorni» nella regione, in seguito a un nuovo contrattacco iraniano contro obiettivi americani.

In dichiarazioni diffuse dai media iraniani, il comando navale dell'IRGC ha affermato che i «colpi alla cieca» degli Stati Uniti contro la zona di Sirik «non risolvono l'enigma» del controllo iraniano sullo Stretto, mentre gli attacchi dell'Iran contro «i trasgressori» servono a ricordare alle altre navi «la rotta da seguire». L'IRGC ha lanciato oggi missili balistici e droni contro otto infrastrutture «importanti» dell'esercito statunitense.

Gli Stati Uniti hanno nuovamente bombardato obiettivi in Iran sabato dopo aver accusato Teheran di aver attaccato con droni navi mercantili che transitavano nei pressi dello Stretto di Hormuz, tra cui l'Ever Lovely e la petroliera Kiku. Secondo il Comando Centrale (CENTCOM), aerei statunitensi hanno colpito infrastrutture di sorveglianza, comunicazioni, difesa aerea, depositi di droni e strutture per la posa di mine, in ottemperanza agli ordini del presidente Donald Trump.

L'Iran ha risposto con attacchi della Marina della Guardia Rivoluzionaria contro posizioni statunitensi nella regione e ha accusato Washington di violare il cessate il fuoco previsto dal memorandum di Islamabad. I media locali hanno riferito di esplosioni nella zona costiera di Taheriyeh, vicino a Sirik, e sull'isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, mentre Teheran ha promesso una reazione «rapida e decisiva» ai nuovi bombardamenti.

 

Il contesto

Le nuove ostilità rappresentano una grave violazione del memorandum d'intesa firmato tra Stati Uniti e Iran lo scorso 18 giugno, che prevedeva il cessate il fuoco, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale. La tensione rischia ora di precipitare in un nuovo ciclo di attacchi reciproci, mettendo a repentaglio gli sforzi diplomatici mediati da Pakistan e Qatar.

Al momento, né il CENTCOM né la Casa Bianca hanno commentato le ultime dichiarazioni dell'IRGC.

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