Lavrov spiega come la NATO minaccia la Russia

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Lavrov spiega come la NATO minaccia la Russia

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In una lunga intervista al quotidiano ungherese Magyar Nemzet, il ministro degli esteri russo Lavrov ha accusato la NATO di aver trasformato l'Ucraina "in avamposto anti-russo, minaccia diretta alla nostra sicurezza". Il tentativo della NATO, sotto leadership statunitense, di fare dell’Ucraina una "base militare avanzata" per contenere la Russia, ha precisato, rappresenta una "minaccia diretta alla sicurezza nazionale" del Paese.

Ripercorrendo le motivazioni alla base dell’operazione militare speciale avviata nel 2022, Lavrov ha ribadito che l’espansione dell’Alleanza Atlantica verso i confini russi, unita alla "persecuzione della popolazione russofona in Ucraina", ha reso inevitabile l’intervento militare. "La NATO ha da tempo abbandonato il suo carattere difensivo", ha affermato, citando le missioni in Jugoslavia, Iraq e Libia.

"Da chi si difendevano? Chi li minacciava?". Nel dicembre 2021, prosegue Lavrov, Mosca aveva chiesto garanzie formali sul non allineamento dell’Ucraina e il ritiro delle infrastrutture NATO dai suoi confini. "L’Occidente ha rifiutato ogni dialogo, continuando ad armare Kiev per una soluzione militare in Donbass e Crimea. Non ci hanno lasciato altra scelta", ha spiegato.

Sulle annessioni territoriali, Lavrov ha invocato il diritto internazionale: "Nei referendum, svolti con alta partecipazione, la maggioranza ha scelto la riunificazione con la Russia". Un principio, ha aggiunto, "sancito dalla Carta ONU ma ignorato dall’Occidente quando conviene", denunciando "doppi standard".

"Persecuzione etnica e ucrainizzazione forzata". Lavrov ha chiarito nel corso dell'intervista come: "Dal colpo di Stato del 2014, oltre 10.000 russofoni sono stati uccisi nel Donbass". Le minoranze, ha sostenuto, subiscono "discriminazione sistematica" e "pressioni per abbandonare lingua e cultura". "Come può Kiev rivendicare l’integrità territoriale mentre tratta i cittadini russi come stranieri?".

Il ministro russo ha poi elencato le condizioni irrinunciabili per un accordo da parte russa: Blocco permanente dell’ingresso ucraino nella NATO; Riconoscimento delle "nuove realtà territoriali" (Crimea e regioni annesse); Smilitarizzazione e "denazificazione" dell’Ucraina; Revoca delle sanzioni e restituzione dei beni russi confiscati.

"Solo affrontando queste cause profonde si potrà costruire una pace stabile", ha chiosato, respingendo l’idea di un’aggressione russa all’Europa: "Non abbiamo intenzione di invadere nessuno".

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