La guerra che doveva piegare l’Iran: il racconto di Araghchi

3192
La guerra che doveva piegare l’Iran: il racconto di Araghchi

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ricostruito in una lunga intervista i retroscena della cosiddetta "Guerra dei 12 giorni" con gli Stati Uniti, sostenendo che Teheran fosse stata avvertita con largo anticipo dell'imminenza del conflitto. Secondo il capo della diplomazia iraniana, un leader della regione gli avrebbe comunicato che l'attacco era ormai inevitabile, invitando l'Iran a non reagire. La risposta fu netta: qualsiasi aggressione contro il territorio iraniano avrebbe ricevuto una risposta militare.

Araghchi ha inoltre affermato che Washington avrebbe rassicurato i Paesi dell'area sostenendo che la guerra sarebbe durata appena un mese e avrebbe risolto definitivamente la questione iraniana. Una previsione che, secondo Teheran, si è rivelata completamente errata. Il ministro attribuisce agli Stati Uniti due gravi errori di valutazione: aver sottovalutato la capacità di resistenza iraniana e aver creduto che la pressione militare potesse costringere il Paese ad abbandonare il programma di arricchimento dell'uranio dopo il fallimento dei negoziati.

Anche Israele, aggiunge Araghchi, avrebbe immaginato una campagna lampo capace di neutralizzare rapidamente la Repubblica Islamica, senza però raggiungere gli obiettivi prefissati. Secondo il capo della diplomazia, il conflitto avrebbe rafforzato la posizione strategica dell'Iran, dimostrando ai Paesi della regione che la sicurezza del Medio Oriente non può prescindere da quella di Teheran. Per questo, sostiene, l'Iran è ormai passato dall'essere una potenza regionale a un attore con un'influenza di portata globale. Araghchi ha rivelato anche che, prima dello scoppio della guerra, il governo aveva elaborato tutti gli scenari possibili, compresa l'eventualità della morte della Guida Suprema Ali Khamenei, identificata internamente con il "Codice 110".

Durante l'intero conflitto, ha aggiunto, la leadership diplomatica è rimasta operativa senza lasciare il ministero degli Esteri. Infine, il ministro ha ribadito che Teheran continuerà a respingere ogni pressione sul dossier nucleare. In un colloquio con l'inviato statunitense Steve Witkoff, Araghchi ha chiarito che l'arricchimento dell'uranio "non è in vendita" e che l'Iran non intende negoziare sotto minacce o ricatti.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti