La guerra che doveva indebolire la Cina… la sta rafforzando

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La guerra che doveva indebolire la Cina… la sta rafforzando

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L’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran sta producendo effetti ben oltre il Medio Oriente, trasformandosi in un fattore di riequilibrio globale. Contrariamente alle aspettative iniziali, la pressione su Teheran non ha indebolito Pechino: al contrario, la Cina sta sfruttando la crisi per rafforzare la propria posizione internazionale. Il nodo principale resta lo Stretto di Hormuz, snodo vitale per l’energia globale. Il blocco parziale ha colpito duramente i flussi, inclusi i circa 5,5 milioni di barili al giorno diretti verso la Cina.

Tuttavia, Pechino si è dimostrata preparata: negli ultimi anni ha accumulato riserve strategiche superiori ai 500 milioni di barili e ha diversificato le fonti, aumentando in particolare le importazioni dalla Russia. Parallelamente, la crisi ha accelerato la riflessione su fonti energetiche alternative, come idroelettrico e solare, pur considerate ancora soluzioni temporanee. Anche sul fronte delle materie prime, la Cina ha ridotto la dipendenza esterna, ad esempio con nuove scoperte di elio e progressi nella sua raffinazione. Ma è sul mercato dei fertilizzanti che emerge un vantaggio decisivo.

Con il Golfo che rappresenta una quota rilevante delle esportazioni globali di urea e ammoniaca, le interruzioni hanno aperto spazi che Pechino ha colmato rapidamente, offrendo forniture ai Paesi del Sud-Est asiatico e consolidando la propria influenza economica. Sul piano diplomatico, il presidente Xi Jinping ha puntato su una strategia chiara: proposta di pace, appello al dialogo e difesa della stabilità. Un posizionamento che rafforza la percezione della Cina come attore affidabile in un contesto globale segnato da conflitti.Nel frattempo, anche gli equilibri negoziali con Washington cambiano.

Il presidente Donald Trump si trova ora in una posizione meno favorevole: la dipendenza statunitense dalle terre rare cinesi, cruciali per l’industria militare, rappresenta una leva significativa per Pechino. In un mondo attraversato da crisi multiple, la Cina si propone così come un “oasi di stabilità”, capace di trasformare una guerra regionale in un’opportunità strategica globale.



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