La coppia del millennio
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di Gabriele Busti
Mario Monti e il generale Vannacci sono la coppia del millennio.
Il primo ha letteralmente chiuso il secolo precedente: ha cancellato ottocento mila esercizi commerciali, ha azzerato la domanda interna, ha ucciso la piccola e media industria non legata alla catena del valore tedesco, ha definitivamente orientato l'economia nazionale alle esportazioni stabilendo, una volta per tutte, che alla competizione internazionale avremmo partecipato a mezzo esclusivo della deflazione dei salari.
Col pareggio di bilancio in costituzione, Mario ha cancellato la socialdemocrazia dall'orizzonte degli eventi e ha imposto la chiusura del sistema delle protezioni sociali; ha spostato l'età pensionabile oltre qualsiasi soglia di senso: di lì in poi, la vita del singolo atomizzato avrebbe dovuto identificarsi con la sua capacità di produrre ricchezza per conto terzi, fino alla sua sostanziale rottamazione - da affidare a un sistema sanitario opportunamente svenduto, onde azzerare l'insopportabile onta del nostro risparmio privato.
Il generale è la risposta appositamente prodotta dagli ingegneri cognitivi - finanziati dalle università di cui Mario è rettore - per il ceto medio impoverito, per tacitarne la rabbia spingendola verso il basso, verso il bislacco, verso l'innocuo, verso il gonzo e lo slapstick, verso l'autolesionismo. Una bella zuppa di ultraliberalismo securitario misto a bucciottate smargiasse, per deviare il dissenso verso l'ennesimo binario morto.
Da Vannacci il sistema prenderà la stretta sulla NASPI, la militarizzazione dei rapporti di lavoro e, probabilmente, una piccola riduzione dell'universalismo costituzionale, quel tanto che basta a rafforzare la nostra impostazione semi-schiavistica, non certo a terminare le tratte.


