Indulto a Fujimori. La polizia peruviana reprime le proteste della popolazione

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La polizia peruviana ha duramente represso con lacrimogeni e cariche i manifestanti che protestavano contro l'indulto concesso dal Presidente Pedro Pablo Kuczynski a Alberto Fujimori, l'ex dittatore che sta scontando 25 anni di carcere per crimini contro l'umanità. I media peruviani hanno riferito che i cittadini stanno partecipando a un sit-in e ad altre forme di protesta per mostrare tutta la loro opposizione contro la decisione. 



Fujimori è stato condannato a scontare 25 anni di carcere per crimini contro l'umanità commessi tra il 1990 e il 2000. Secondo la dichiarazione ufficiale presidenziale, l'indulto è stato concesso per motivi umanitari, affermando che Fujimori soffre di una "malattia progressiva, degenerativa e incurabile". "Siamo totalmente contrari al perdono perché Fujimori è un criminale di guerra, ha sterilizzato le donne contro la loro volontà, ha ucciso leader sindacali e giornalisti", ha detto a Reuters Alessandra Guinea.

La decisione di PPK ha scatenato l'indignazione e la forte disapprovazione anche nel mondo della politica. L'ex candidato presidenziale peruviano e capo di Nuevo Peru, Veronika Mendoza, ha respinto la decisione sostenendo come il perdono umanitario del capo dello stato peruviano mostra che "la classe politica negozia sotto il tavolo a scapito delle persone e dei loro diritti".


Le proteste

Migliaia di peruviani sono scesi in piazza convocati dal gruppo "No a Keiko" e hanno pesantemente contestato la decisione di Kuczynski, in grave difficoltà interne per le accuse di corruzione sul noto caso Odebrecht, accusato di aver ricevuto pagamenti illeciti da parte della società brasiliana da alcuni anni al centro di un enorme scandalo di corruzione. Giovedì scorso Kuczynski ha superato un complesso voto di impeachment in Parlamento ma la sua situazione interna resta in bilico.
 


I manifestanti sostengono che l'indulto sia stato effettuato illegalmente. I parenti delle vittime del massacro di La Cantuta chiedono di annullare il perdono "umanitario" perché viola l'imparzialità della valutazione e dell'azione dello Stato. "Il perdono umanitario è concesso a persone che soffrono di malattie terminali - e non terminali quando queste sono irreversibili o degenerative - nel caso di Fujimori, non viene soddisfatto nessuno di questi requisiti", recita la lettera presentata dalle famiglie.

I parenti delle vittime hanno detto che perseguiranno opzioni internazionali per garantire che Fujimori sconti tutta la sua pena.

In una lettera consegnata dai parenti delle vittime dell'ex dittatore peruviano si esprime preoccupazione anche per il possibile legame tra l'astensione di Fujimori, Kenji Fujimori, nella votazione di giovedì e la richiesta di clemenza da parte di PPK.


Il massacro di La Cantuta


Il 18 luglio 1992, il gruppo paramilitare Colina, legato all'esercito peruviano, ha rapito e ucciso nove studenti e un professore presso l'Università Enrique Guzmán y Valle nota come La Cantuta. E' uno dei reati per i quali Alberto Fujimori è stato condannato al carcere.

I membri del Gruppo Colina hanno sequestrato e ucciso Bertila Lozano Torres, Dora Oyague Fierro, Luis Enrique Ortiz, Armando Amaro, Robert Edgar Teodoro, Eraclide Meza, Felipe Flores, Marcelino Rosales, Juan Gabriel Marinos e il professor Hugo Muñoz. 

Il deputato Henry Pease ha riportato nel 1993 al Congresso un documento con informazioni dettagliate sul modo in cui erano stati uccisi e scomparsi dagli agenti del servizio di intelligence (SIE) dell'Esercito. Anche se Fujimori ha negato ogni accusa, negli anni successivi è stata costituita una commissione d'inchiesta e il Congresso peruviano ha poi ammesso la possibilità che l'esercito avesse partecipato al massacro di La Cantuta.

Quattro tombe sono stati trovate in un villaggio a Cieneguilla dove due testimoni hanno detto di aver visto i militari frettolosamente seppellire i resti degli scomparsi.



Nel 1994 sono stati condannati per il massacro otto membri dell'esercito. Solo undici mesi dopo veniva rieletto Alberto Fujimori, e il Congresso approvava una legge di amnistia che lasciava liberi di tutti i dirigenti e subordinati trovatoanche se ritenuti responsabile.

Dopo un processo di due anni, Fujimori è stato condannato dalla Camera penale speciale della Corte Suprema che lo ha condannato a 25 anni di carcere per essere stato l'ideatore dei reati di omicidio con premeditazione di La Cantuta e Barrios Altos.
 

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