In Europa è tempo di Deficit Spending: il ticket Draghi-Merkel ha completamente fallito

9409
In Europa è tempo di Deficit Spending: il ticket Draghi-Merkel ha completamente fallito



di Giuseppe Masala

Ieri è stato pubblicato il bollettino della BCE nel quale si prospetta che la politica dei tassi eccezionalmente bassi continui anche nel prossimo futuro e dove si adombra addirittura la possibilità di una nuova manovra di Quantitative Easing. Ovvero di una operazione nella quale la BCE riprende ad acquistare titoli di stato sul mercato secondario aumentando così la quantità di danaro liquido presente nel sistema. 
Tutto ciò secondo la BCE sarebbe necessario per contrastare il rallentamento dell'economia mondiale e, conseguentemente, la stagnazione (con grave rischio di recessione) che sta vivendo l'Europa. 

C'è solo un problema, e non è un problema di poco conto. La maggior parte dei titoli di stato europei hanno un tasso negativo sia dal punto di vista nominale che a maggior ragione reale (tasso d'interesse nominale -/+ tasso d'inflazione). Dunque non si capisce cosa potrebbe causare un'entrata in questo mercato della BCE. Abbassare ulterioriormente i tassi già negativi e conseguentemente esponendo i risparmiatori ad ulteriori perdite? La verità vera è che la politica monetaria della BCE (come ci ha spiegato Ashoka Mody per esempio) ha completamente fallito e ora Francoforte è letteralmente in brache di tela: i tassi ufficiali sono sostanzialmente già a zero e dunque non c'è margine di manovra e un nuovo Quantitative Easing non è più solo inutile, è direttamente dannoso visto che i tassi sui titoli di stato sono mediamente negativi. 

La verità vera è che l'accoppiata di politica economica decisa nel 2011 dal duo Merkel-Draghi fatta di politiche monetarie enormemente accomodanti e di politiche fiscali ferocemente restrittive si è dimostrata fallimentare. L'ho detto più volte nel mio piccolo: "E' come schiacciare a tavoletta l'acceleratore della macchina con il freno a mano tirato: o si rompe il freno e vai a sbattere sul muro di fronte a dove sei parcheggiato o si fonde il motore". Si sono rotti i freni e abbiamo sbattuto sul muro di cemento armato di fronte. Non ci rimane che andare dal carrozziere. 

A dimostrazione ulteriore (se mai fosse necessaria) c'è uno studio di Mediobanca uscito oggi. L’indagine annuale dell’Area Studi di Mediobanca sui dati di bilancio aggregati delle principali imprese industriali e di servizi italiane ci spiega che le 2.095 società italiane hanno accumulano liquidità e non investono.

Dai risultati della ricerca vediamo infatti che nel 2018 gli investimenti sono rimasti congelati (-0,1% sul 2017) e rispetto al 2009 sono scesi in media del 4,7% fino ad oggi. Invece le disponibilità liquide a disposizione delle 2.095 imprese esaminate sono aumentate dell’81,7% dal 2009 e ammonta nel 2018 a 77,2 miliardi di euro, a fronte di investimenti a valori correnti stabili nel decennio e pari nel 2018 a 29,7 miliardi di euro. 

La verità è che semplicemente se lo Stato non investe a causa delle politiche fiscali restrittive imposte da Bruxelles (sotto dettatura della Merkel e Draghi) neanche i privati investono e conseguentemente la loro liquidità rimane inutilizzata. A quel punto è anche inutile l'immissione di nuova liquidità della BCE che serve solo a rendere i tassi ancora più negativi dissanguando i risparmiatori. 

Occorre ribaltare il paradigma: gli stati devono spendere (soprattutto quelli con un enorme surplus delle partite correnti) e investire per attivare anche l'acceleratore degli investimenti privati. Quindi politiche fiscali espansive magari accoppiate con politiche monetarie neutrali. 

E' ora di mandare in pensione il ticket Draghi-Merkel.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Nicolás Maduro Moros: storia di un dirigente del popolo di Fabrizio Verde Nicolás Maduro Moros: storia di un dirigente del popolo

Nicolás Maduro Moros: storia di un dirigente del popolo

La strategia del pitone di Donald Trump di Giuseppe Masala La strategia del pitone di Donald Trump

La strategia del pitone di Donald Trump

Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West di Raffaella Milandri Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West

Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il giudice Ben Sagi e la degenerazione del neoliberismo di Paolo Desogus Il giudice Ben Sagi e la degenerazione del neoliberismo

Il giudice Ben Sagi e la degenerazione del neoliberismo

La Dottrina Monroe nell'era della pirateria di Geraldina Colotti La Dottrina Monroe nell'era della pirateria

La Dottrina Monroe nell'era della pirateria

Scusaci Mattarella di Alessandro Mariani Scusaci Mattarella

Scusaci Mattarella

Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles di Marco Bonsanto Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles

Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles

Liquidazione del nazista Kapustin di Marinella Mondaini Liquidazione del nazista Kapustin

Liquidazione del nazista Kapustin

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale di Giuseppe Giannini Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

DELENDA EST di Gilberto Trombetta DELENDA EST

DELENDA EST

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

ANPI, Napoli e il doppio standard di guerra di Giorgio Cremaschi ANPI, Napoli e il doppio standard di guerra

ANPI, Napoli e il doppio standard di guerra

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti