Il messaggio dell’Iran alla regione: neutralità finita

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Il messaggio dell’Iran alla regione: neutralità finita

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Teheran alza il tono nei confronti dei Paesi islamici della regione, chiedendo loro di chiarire la propria posizione nella guerra in corso con Stati Uniti e Israele. In una lettera aperta indirizzata ai governi che ospitano basi militari statunitensi, il segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, ha accusato Washington di aver dimostrato ancora una volta di non essere un partner affidabile per il mondo islamico, mentre Israele rappresenta un nemico comune. Larijani denuncia con forza che l’Iran è stato oggetto di un’aggressione congiunta “statunitense-sionista” mentre erano in corso negoziati con Washington, un’offensiva che ha provocato centinaia di vittime civili e la morte della Guida della Rivoluzione islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, insieme a numerosi comandanti militari.

Nonostante ciò, ha affermato, la risposta iraniana ha trasformato il conflitto in un vicolo cieco strategico per gli aggressori. Il dirigente iraniano ha criticato duramente i governi islamici che non hanno sostenuto Teheran, ricordando il principio religioso secondo cui ignorare la richiesta di aiuto di un musulmano significa venir meno agli insegnamenti del profeta Maometto. “Da una parte ci sono Stati Uniti e Israele, dall’altra l’Iran islamico e le forze della resistenza: da che parte state?”, ha domandato. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che ha chiesto ai Paesi vicini di chiarire rapidamente il proprio ruolo, accusando alcuni di consentire alle basi statunitensi sul loro territorio di essere utilizzate per attacchi contro l’Iran. Secondo le denunce di Teheran, i bombardamenti congiunti di Washington e Tel Aviv hanno causato centinaia di vittime civili, tra cui oltre 200 bambini. L’Iran afferma di aver risposto con attacchi mirati contro installazioni militari statunitensi nella regione e obiettivi nei territori occupati da Israele, ribadendo al contempo di rispettare la sovranità dei Paesi vicini.

Tuttavia, ha avvertito che non tollererà l’uso dei loro territori come piattaforme per operazioni militari contro la Repubblica Islamica. Araghchi ha inoltre precisato che Teheran non chiede un semplice cessate il fuoco, ma la fine definitiva dell’aggressione in modo tale da impedire che simili attacchi possano ripetersi in futuro. Nel frattempo, l’Iran rivendica il diritto a continuare la propria difesa e afferma che lo Stretto di Hormuz resterà aperto al traffico energetico globale, ma non ai Paesi coinvolti in quella che definisce “un’aggressione codarda”.

Il messaggio di Teheran è chiaro: l’Iran si considera impegnato in una lotta di resistenza regionale e invita il mondo islamico a scegliere se restare neutrale o schierarsi in un conflitto che potrebbe ridisegnare gli equilibri geopolitici del Medio Oriente.


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