Il fracking per il gas di scisto ridisegna il paesaggio americano

Chi pagherà per ciò che stiamo provocando? Tutta l’umanità

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Il fracking per il gas di scisto ridisegna il paesaggio americano

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di Chiara Ronca

La tecnica idraulica di fratturazione, nota come fracking, viene utilizzata per recuperare il gas di scisto e comporta la perforazione di innumerevoli pozzi negli Stati Uniti. Questi pozzi rappresentano fonti inaspettate di denaro per i proprietari del terreno, ma possono anche costituire fonte di disagio enorme: sono rumorosi, esalano odori terribili e provocano continui andirivieni. E non sarà di certo il patron dell’Exxon a cercare di convincervi del contrario, dal momento che lui stesso se ne è lamentato, non gradendo la presenza di uno di questi pozzi proprio in prossimità della sua villa a Dallas. 
 
Ad ottobre 2013 il Wall Street Journal ha cercato di rispondere alla domanda: quanti americani vivono in prossimità di pozzi di petrolio o di scisto, subendone benefici e svantaggi? Almeno 15,3 milioni abitano a meno di un chilometro e mezzo, pi o meno la popolazione di New-York. Il Wall Street Journal, tramite i dati del sito DrillingInfo e del Dipartimento delle risorse naturali dell’Ohio, ha mappato l’insieme dei pozzi nei maggiori stati produttori dividendoli fra quelli costruiti prima e dopo il 2000. Ebbene, prima del 2000 a Johnson County esistevano un pugno di pozzi, alla fine del 2012 erano più di 3900. 
 
L’analisi e l’aggregazione di questi dati consente di esplorare altri aspetti della perforazione terrestre. EnergyWire, ad esempio, si è dedicata all’analisi delle perdite di petrolio e gas: nel 2012, queste perdite sono aumentate del 17% rispetto al 2010. Per fare un paragone, sono state maggiori rispetto alla marea nera causata dall’Exxon Valdez nel 1989 in Alaska, che provocò la perdita di quasi 41 milioni di litri di petrolio.
 
È piuttosto difficile per EnergyWire ottenere i dati relativi alle perdite di petrolio o gas: se, infatti, esse vengono effettivamente registrate, di rado vengono rese pubbliche. Stato per stato ha provveduto a recuperare i dati registrati, a suon di lunghi fogli di calcolo e invocando la legge per la libertà d’informazione. 
E le compagnie petrolifere? I dati che queste diffondono riguardano la produzione dei pozzi piuttosto che quelli relativi alle fuoriuscite.

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