Hormuz, l'Iran consolida il controllo strategico del principale chokepoint energetico mondiale

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Iran e Oman hanno tenuto a Muscat la prima riunione del nuovo comitato congiunto incaricato di definire il futuro assetto amministrativo dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi strategici del commercio energetico mondiale. L'incontro, guidato dal viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi e dal ministro di Stato omanita Abdulaziz al-Hinai, ha segnato l'avvio di un dialogo bilaterale sulla governance del passaggio marittimo e sul coordinamento tra i due Paesi rivieraschi. I colloqui si inseriscono nell'attuazione dell'articolo 5 del Memorandum d'intesa di Islamabad, mediato dal Pakistan dopo il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti.

La clausola prevede che Teheran e Muscat definiscano congiuntamente il futuro della gestione dello Stretto, coinvolgendo gli altri Stati costieri nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti sovrani dei Paesi rivieraschi. Secondo il ministero degli Esteri omanita, le discussioni si sono concentrate sui meccanismi di cooperazione per la navigazione e sui servizi marittimi, con l'obiettivo di garantire sicurezza e stabilità lungo la rotta. Per Teheran, tuttavia, la nuova governance dovrà riflettere il mutato equilibrio seguito al conflitto con Stati Uniti e Israele, che aveva portato l'Iran a imporre severe restrizioni al transito navale.

Parallelamente, Gharibabadi ha respinto con fermezza la proposta del presidente francese Emmanuel Macron di partecipare, insieme ai partner occidentali, alle operazioni di sminamento dello Stretto. Il viceministro iraniano ha ribadito che, in base al Memorandum di Islamabad, tali operazioni saranno svolte esclusivamente dalla Repubblica Islamica, escludendo qualsiasi coinvolgimento di potenze straniere. Teheran ha inoltre avvertito Parigi dal compiere iniziative che potrebbero aumentare le tensioni in una fase definita "sensibile e complessa".

La posizione iraniana conferma la volontà di consolidare il controllo sullo Stretto di Hormuz e di trasformarne la gestione in una prerogativa dei soli Stati rivieraschi. Una linea già anticipata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Qalibaf, secondo cui il corridoio marittimo "non tornerà mai alle condizioni precedenti alla guerra" e sarà amministrato dall'Iran nel quadro del diritto internazionale.


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