Hormuz: il "modello Libano" non funziona con l'Iran

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Hormuz: il "modello Libano" non funziona con l'Iran

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 di Giulio Pizzamei

 

Questa notte è accaduta una nuova e preoccupante escalation sulle coste iraniane, una serie di violazioni del cessate il fuoco da entrambe le parti. La sequenza di eventi appare simile a quella della precedente rottura della tregua, accaduta solo un paio di giorni prima.

Secondo quanto dichiarato dall'U.S. Central Command (CENTCOM) è stato rilevato nelle prime ore della sera un lancio di quattro droni kamikaze dalla costa iraniana verso un vascello commerciale americano e una nave della marina statunitense. Sembrerebbe che questo attacco sia stato provocato dallo spegnimento del trasponder del vascello commerciale nel tentativo di oltrepassare il blocco navale iraniano sullo stretto di Hormuz. Una volta intercettati i droni le forze armate statunitensi hanno sferrato un mirato bombardamento nelle vicinanze dell'aeroporto di Bandar Abbas, puntando, sempre secondo quanto dichiarato da ufficiali americani, a neutralizzare una postazione di lancio di droni in procinto di attaccare. Secondo il CENTCOM l'attacco è stato dettato dalla necessità degli Stati Uniti di salvaguardare i loro interessi nella regione, aggiungendo che "ciò non ha effetti sull'accordo di cessate il fuoco". Le forze armate iraniane, come risposta, hanno lanciato nelle prime ore del mattino un singolo missile balistico verso la base americana di Ali Al-Salem in Kuwait, intercettato senza causare danni.

L'IRGC accusa l'aviazione americana di aver fatto partire da là i caccia che hanno bombardato Bandar Abbas e dichiara che il missile era solo un avvertimento, minacciando dure rappresaglie verso le forze statunitensi nella regione in caso continuino le violazioni del cessate il fuoco. È improbabile che gli Stati Uniti stiano provando ad applicare il "modello Libano" in Iran, logorando l'avversario con delle continue violazioni del cessate il fuoco abbastanza lievi da non scatenare una riapertura del fronte.

Questo perché le forze armate iraniane si stanno mostrando pronte a rispondere agli attacchi americani senza esitazione, come dimostrano il lancio missilistico di questa notte e l'abbattimento di un drone statunitense MQ-9 della scorsa. Tra negoziati sempre più incerti e un Israele che pare non voglia saperne di firmare un accordo di pace con l'Iran questa scaramucce mostrano una tensione latente e la mancanza della più minima fiducia tra gli eserciti in campo.

Oltretutto il raggiungimento di un accordo di pace duraturo sembra allontanarsi sempre di più man mano che Israele continua la sua campagna di distruzione in Libano con l'approvazione statunitense, in netto contrasto rispetto a quanto richiesto dai negoziatori iraniani. Nonostante non siano ancora ripartite le ostilità a larga scala ciò non vuol dire che uno di questi scontri notturni non possa finire fuori il controllo degli stessi stati coinvolti e trasformarsi, senza preavviso, nella ripresa della guerra.

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