Golia contro Davide: combattimento sleale o legittimo?

Riflessioni e perplessità sull’impiego dei droni

4471
Golia contro Davide: combattimento sleale o legittimo?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Chiara Ronca
 

Forse non molti sanno che questi oggetti metallici, simili a dei modellini, che oggi si è soliti chiamare droni, sono il frutto di tecnologie ideate all’inizio del ventesimo secolo.  Eppure l’impiego di questi piccoli aerei telecomandati ha sollevato in questi anni numerose perplessità, sia dal punto di vista morale che giuridico. 
L’inchiesta di Marc Bowden del "The Atlantic" ha chiarito limiti e benefici degli attacchi effettuati con droni.
 
Origine e benefici dell’impiego dei droni. Il primo attacco effettuato con un drone risale all’era di Bush figlio, precisamente al 4 novembre 2002, come risposta alle note vicende dell’11 settembre. Quando si pensa ai droni si ritiene si tratti di uno strumento di combattimento sleale, in quanto chi viene attaccato non ha alcuna possibilità di difendersi né tantomeno di arrendersi. Nel loro libro “Laws, Outlaws and terrorists” del 2010 Gabriella Blum e Philip B. Heymann, due professori di diritto dell’università di Harvard, affermano che gli attacchi con i droni marcano una forte differenza tra le due parti in gioco e rafforzano il sostegno locale ai terroristi, la cui immagine viene associata a quella di Davide che combatte contro Golia.
L’utilizzo dei droni consente senza dubbio di raccogliere una notevole quantità di informazioni sorvegliando i movimenti di individui sospetti per mesi: i piloti di droni arrivano a conoscere benissimo le loro vittime, le loro famiglie, i loro spostamenti. Un rapporto abbastanza inquietante si crea, quindi, tra vittima e carnefice: ancora più inquietante è il fatto che spesso si giunge all’omicidio di un individuo la cui attività è ritenute sospetta, sebbene non se ne conosca l’identità (signature strikes).
 
Alcune problematiche. Dal punto di vista del diritto internazionale non sembra si ponga un problema di liceità degli omicidi mirati. Come sottolinea Philip Alston, il diritto internazionale non proibisce il tipo di attività condotta dall’agenzia di intelligence ma richiede, piuttosto, che la giustificazione di una data esecuzione sia resa pubblica, così come i meccanismi di indagine, processo e punizione di chi ha violato la legge. La segretezza dei programmi della CIA ha impedito che una maggiore trasparenza fosse possibile come garanzia contro l’arbitrarietà ma si auspica che, con il trasferimento del potere decisionale sui droni dalla CIA al Pentagono, dovrebbe essere più agevole garantire un monitoraggio sia da parte del Congresso che dell’opinione pubblica, in modo da evitare certi abusi.
 
Sono note le critiche sollevate da organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch, che hanno denunciato l’elevato numero di vittime civili in quelli che avrebbero dovuto essere “omicidi mirati”, accusando addirittura gli Stati Uniti di aver commesso crimini di guerra.
Proprio per la segretezza delle operazioni condotte, è difficile ragionare in base a dati certi. Tuttavia il Bureau of investigative journalism ha calcolato che tra il 2004 e il 2013 una vittima su quattro di tali attacchi sarebbe civile. Non si tratta di un dato irrisorio, sebbene Every Plaw, un politologo dell’università del Massachusetts, ha calcolato che nei combattimenti svoltisi in Pakistan contro i miliziani di al-Qaeda, le vittime civili siano state molte di più, quasi il 50%.
Proprio in Pakistan gli Stati Uniti hanno inferto un duro colpo ai taliban uccidendo il leader Hakimullah Mehsud: il governo pachistano di Sharif ha protestato aspramente in quanto si era aperto un dialogo fra Mehsud e Sharif al fine di ridurre il clima di violenza attraverso il dialogo.
 
Conclusioni. Nell’ultimo anno la politica di Obama è stata diretta a ridurre gli attacchi con droni, così come i signature strikes. Nel futuro prossimo si porrà agli Stati Uniti una questione fondamentale: fino ad ora l’impiego dei droni ha avuto una sua giustificazione giuridica, gli Usa stanno combattendo un conflitto contro un’organizzazione terroristica, al-Qaeda per l’appunto. Ma dopo il 2014, dopo il ritiro dall’Afghanistan, su quale basi giuridiche poggeranno tali attacchi? É noto, infatti, che al fuori di una zona di combattimento l’uso della forza militare è illegale. 
Nel suo discorso di maggio alla National Defense University di Washington Obama aveva annunciato che questa guerra, come tutte le guerre, deve finire. Ma per quanto tempo gli Stati Uniti continueranno ad essere in guerra?

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero di Paolo Desogus I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

Quanto vale una vita? di Giuseppe Giannini Quanto vale una vita?

Quanto vale una vita?

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti di Antonio Di Siena "Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti