Gli USA cambiano idea: Assad deve andare via

Come era prevedibile, gli Stati Uniti escono allo scoperto e cambiano la loro posizione e tornano a sostenere che la partenza del presidente siriano Bashar al-Assad, una priorità per Washington.

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A pochi giorni dalle dichiarazioni del Segretario di Stato Rex Tillerson, il quale sosteneva che il rovesciamento di Assad non era una priorità degli Stati Uniti, ecco che l'ambasciatrice all'ONU del paese nordamericano, Nikki Haley, ieri, ha ripetuto il solito ritornello di Washington contro Assad, esortando il suo rovesciamento e sostenendo che essa ha commesso crimini contro il popolo siriano.
 
Del resto, queste dichiarazioni non destano molta sorpresa. È nella natura, nella storia di Stati Uniti d'America dall'epoca del loro sterminio dei nativi americani, avere una doppia, tripla faccia. È solo questione di tempo, ma l'amministrazione Trump già sta svelando il suo vero volto sui vari fronti come Ucraina, Corea del Nord, America Latina e Mediterraneo orientale.
 
Haley, in un'intervista rilasciata, ieri, alla 'ABC news' ha dichiarato: "Il nostro obiettivo è che vogliamo portare Assad davanti alla giustizia (...) Vogliamo che la Russia sappia quanto sia pericoloso che Assad resti al potere".
 
Nell'intervista Haley ha sottolineato che il presidente siriano "rimane un ostacolo alla pace in Siria" e che il suo rovesciamento è sempre stata la priorità del governo degli Stati Uniti. "Asad non se ne va, ma noi non ci fermeremo per rovesciarlo", ha aggiunto.
 
Nell'intervista, Haley ha parlato dell'Iran, che sta attuando una lotta efficace contro i terroristi in Siria e sostiene, insieme alla Russia, il governo siriano nella sua lotta contro il terrorismo.
 
La diplomatica statunitense ha ribadito che per gli Stati Uniti è necessario fare pressione sulla Russia affinché l'Iran non giochi un ruolo nella risoluzione del conflitto siriano. "C'è bisogno di rimuovere l'influenza iraniana da lì", ha precisato Haley.
 
 
 

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