Gli iraniani danno l'addio ai martiri dei crimini commessi dagli elementi sionisti-americani

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Gli iraniani danno l'addio ai martiri dei crimini commessi dagli elementi sionisti-americani

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Migliaia di persone si sono radunate mercoledì davanti all'Università di Teheran per partecipare alla cerimonia funebre dei martiri, morti durante i recenti disordini in Iran.

I partecipanti hanno scandito slogan a sostegno delle forze di sicurezza e contro i terroristi.

Martedì, il Consiglio di coordinamento della propaganda islamica ha esteso un invito al grande popolo iraniano a partecipare mercoledì 14 gennaio alle 14:00 (ora locale) alla cerimonia funebre per i martiri e le vittime dei crimini degli elementi sionisti-americani.

Decine di membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi durante i disordini di giovedì e venerdì. Il governo iraniano ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale in onore dei martiri della "lotta di resistenza nazionale degli iraniani contro gli Stati Uniti e il regime sionista".

Dal 28 dicembre sono iniziate manifestazioni pacifiche a Teheran, la capitale, dove i commercianti hanno temporaneamente sospeso le loro attività in segno di malcontento per il forte deprezzamento della moneta nazionale rispetto al dollaro statunitense.

Mentre le autorità hanno riconosciuto che le espressioni pacifiche di malcontento sono un diritto legittimo, diverse figure dell'"opposizione" all'estero e attori esterni ostili, in particolare Stati Uniti e Israele, stanno cogliendo l'occasione per promuovere i propri interessi e stanno cercando di inquadrare le proteste economiche pacifiche come un appello a un confronto più ampio.

Dal 28 dicembre sono iniziate manifestazioni pacifiche a Teheran, la capitale, dove i commercianti hanno temporaneamente sospeso le loro attività in segno di malcontento per il forte deprezzamento della moneta nazionale rispetto al dollaro statunitense.

Lunedì milioni di persone sono scese in piazza in diverse città dell'Iran per esprimere il loro sostegno alle autorità e alle forze militari, condannando al contempo i recenti atti terroristici in diverse parti del Paese.

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L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA

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L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità

 Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.


LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA

Pasquale Liguori

 Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.

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