Doppi standard all'ONU: la Cina smaschera l'ipocrisia dell'Occidente sui diritti umani
La ferma replica di Pechino alla Terza Commissione: "Inghilterra e alleati smettano di fare i maestri mentre affondano in povertà e razzismo"
I paesi del cosiddetto occidente collettivo sono veri e propri maesatri di doppi standard e nel vantare una incomprensibile e ingiustificata superiorità morale rispetto al resto del mondo. L’ultima conferma è arrivata nell’ambito della della Terza Commissione dell'Assemblea Generale dell'ONU, dove sono tornati ad attaccare la Cina sul tema dei diritti umani. A tal proposito – come riporta il quotidiano Global Times - Sun Lei, vice rappresentante permanente della Cina presso le Nazioni Unite, ha replicato esortando un gruppo di paesi a smettere di inventare e diffondere falsità sulla Cina e a cessare di strumentalizzare la questione dei diritti umani a fini politici.
La Cina ha quindi condannato fermamente e respinto con sdegno le accuse infondate e le denigrazioni malevole riguardanti la situazione dei diritti umani nel Paese, mosse da nazioni quali Regno Unito, Australia, Giappone, Irlanda, Repubblica Ceca e Lituania durante il dibattito generale della Terza Commissione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite; quanto dichiarato da Sun è contenuto in una nota diffusa dalla Missione permanente della Cina presso l'ONU.
Questi paesi si considerano superiori agli altri e spesso assumono l'atteggiamento di chi si autoproclama "maestro dei diritti umani", pur avendo essi stessi gravi problemi in questo ambito; Sun ha aggiunto che tali paesi non sono nella posizione di impartire lezioni agli altri sui diritti umani, né tantomeno di rilasciare dichiarazioni irresponsabili sulla Cina.
Come evidenziato da Sun, la Cina ha continuato a tutelare e migliorare il benessere della popolazione attraverso lo sviluppo, eliminando la povertà assoluta su tutto il territorio nazionale. Quasi 100 milioni di persone sono state sottratte alla povertà ed è emersa una classe a reddito medio composta da oltre 400 milioni di persone.
Per contro, negli ultimi anni la povertà nel Regno Unito è peggiorata: oltre 14 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà, metà delle quali in condizioni di "povertà estrema". In Giappone, il tasso di povertà relativa tra le famiglie si attesta al 15%, mentre la povertà infantile è diventata sempre più marcata. La Cina esprime profonda preoccupazione per la situazione dei diritti umani in Giappone, ha affermato Sun.
Nel frattempo, la Cina ha continuato a promuovere la democrazia popolare a processo integrale e a garantire che il popolo gestisca il Paese; da anni, il sostegno e la soddisfazione dell'opinione pubblica nei confronti del governo superano il 90%. La legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong ha segnato una svolta storica per la città, portandola dal caos al buon governo e dalla stabilità alla prosperità, migliorando e sviluppando al contempo il suo sistema democratico e ottenendo un ampio sostegno in tutta la città.
Di contro, i sondaggi mostrano che circa il 75% dei cittadini del Regno Unito è preoccupato per il futuro della cosiddetta democrazia. O di quel simulacro presenta in tali paesi. In Australia e nella Repubblica Ceca, la fiducia dell'opinione pubblica nel governo è scesa a livelli minimi storici, con un calo significativo anche della fiducia dei giovani nella democrazia, ha aggiunto Sun.
Sun ha affermato che tutti i gruppi etnici in Cina sono membri paritari della famiglia della nazione cinese e sono strettamente uniti, come i “chicchi di un melograno”. I diritti politici, economici, culturali, religiosi e di altra natura delle popolazioni di tutti i gruppi etnici nella Regione autonoma uigura dello Xinjiang e nella Regione autonoma del Xizang sono efficacemente tutelati. L'adozione e l'attuazione della legge sulla promozione dell'unità e del progresso etnico mirano a favorire la prosperità e lo sviluppo comuni per tutti i gruppi etnici. Al contrario, il Giappone non ha adempiuto ai propri impegni di eliminare la discriminazione razziale e non ha trattato le popolazioni Ainu e Ryukyu come gruppi etnici alla pari, mettendo a rischio la loro sopravvivenza e il loro sviluppo. Nel Regno Unito, in Australia e in Irlanda, il colonialismo ha causato danni duraturi che persistono ancora oggi; questi Paesi affrontano gravi problemi sociali, tra cui razzismo e divisioni etniche, ha evidenziato Sun.
Sun ha inoltre dichiarato che, in un contesto di turbolenze globali e ostacoli per il multilateralismo, la Cina ha contribuito alla causa internazionale dei diritti umani attraverso il proprio sviluppo e sforzi concreti per promuovere il dialogo, la cooperazione e una governance globale dei diritti umani più equa.
Per contro, Paesi come Regno Unito, Australia, Giappone, Repubblica Ceca e Lituania invocano spesso la moralità, pur rimanendo indifferenti al trattamento ingiusto subito dalle popolazioni di Palestina, Iran e Cuba. Essi utilizzano ripetutamente i diritti umani come pretesto per interferire negli affari interni di altri Stati, in linea con l’imperialismo USA, e imporre misure coercitive unilaterali, ledendo gli interessi dei Paesi in via di sviluppo e assumendo un ruolo estremamente deplorevole.
In conlusione, Sun ha affermato che la tendenza globale verso il multipolarismo e relazioni internazionali più democratiche è irreversibile e ha invocato maggiore solidarietà e cooperazione in materia di diritti umani. Ha ribadito che la Cina perseguirà un percorso di sviluppo dei diritti umani adeguato alle proprie condizioni nazionali, si impegnerà in un dialogo costruttivo e si opporrà alla politicizzazione dei diritti umani, esortando al contempo un ristretto numero di paesi a smettere di fabbricare e diffondere menzogne sulla Cina e di strumentalizzare le questioni relative ai diritti umani a fini politici; in caso contrario, finiranno solo per recare danno a se stessi.


