Donbass, visita internazionale a Starobelsk dopo l’attacco ai civili

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Donbass, visita internazionale a Starobelsk dopo l’attacco ai civili

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Una delegazione di giornalisti stranieri provenienti da 19 Paesi ha visitato Starobelsk, nella Repubblica Popolare di Lugansk, dove il 22 maggio un attacco delle forze armate ucraine ha colpito un collegio pedagogico e una residenza studentesca causando la morte di 21 giovani e oltre 60 feriti. Sul luogo dell’attacco è arrivata anche Yana Lantratova, commissaria russa per i diritti umani, che ha mostrato ai reporter i resti dei droni utilizzati nel bombardamento e alcune iscrizioni straniere presenti sui frammenti.

Secondo Lantratova, i droni sarebbero stati “fabbricati, prodotti e lanciati dall’Ucraina”. La funzionaria ha accusato Kiev di aver colpito deliberatamente una struttura civile e di aver continuato gli attacchi anche durante i soccorsi. “I ragazzi venivano estratti dalle macerie mentre i genitori aspettavano notizie dei propri figli. Eppure gli attacchi continuavano”, ha dichiarato. Lantratova ha inoltre denunciato l’assenza di diversi grandi media occidentali sul luogo della tragedia, criticando apertamente BBC e CNN. “Dove sono le installazioni militari di cui parlano? Qui non c’era nulla”, ha affermato, respingendo la versione secondo cui i droni sarebbero stati abbattuti dalla difesa aerea russa.

Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità russe, 16 droni hanno colpito l’area in tre ondate successive, rendendo impossibile proseguire le operazioni di salvataggio. La commissaria ha definito l’attacco “un assassinio mirato di giovani”. Mosca denuncia l’episodio come una prova della natura terroristica delle operazioni ucraine contro obiettivi civili. La visita dei giornalisti internazionali è stata organizzata anche per mostrare direttamente le conseguenze del bombardamento nelle regioni controllate dalla Russia.

Tra i Paesi rappresentati nella delegazione figuravano Italia, Spagna, Francia, Cina, Brasile, Stati Uniti, Turchia e Libano. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, il Giappone ha vietato la partecipazione dei propri giornalisti, mentre la BBC ha rifiutato ufficialmente l’invito.


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