Dati Istat, continua la marcia trionfale della nostra Bilancia Commerciale

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Dati Istat, continua la marcia trionfale della nostra Bilancia Commerciale

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di Giuseppe Masala
 

Continua la marcia trionfale della nostra Bilancia Commerciale.
 

Ieri l'Istat ha divulgato i dati sulla nostra bilancia commerciale aggiornata al mese di Ottobre 2019. Possiamo dire senza tema di essere smentiti che siamo di fronte ad una vera e propria marcia trionfale delle nostre aziende esportatrici che evidentemente sono aggressive e assolutamente competitive a livello mondiale. A livello congiunturale (ovvero raffrontando il dato su quello del mese precedente) le esportazioni sono aumentate dello 0,7% sui mercati UE e del 6,1% sui mercati extra UE. Su base annua e dunque a livello tendenziale l'aumento dell'export è pari al 4,3% trainata dal fortissimo exploit sui mercati extra UE (+ 8,3%). Dal punto di vista delle importazioni invece si rileva una diminuzione del 2,3% a livello congiunturale e del 5,8% su base annua (dato tendenziale). Il contemporaneo aumento delle esportazioni e della diminuzione delle importazioni (dovuto ovviamente a politiche economiche improntate all'austerità e alla conseguente compressione dei consumi interni) comporta un saldo della bilancia commerciale a livello congiunturale pari a + 8,057 miliardi di euro e nei primi dieci mesi dell'anno pari ad un surplus mostruoso di ben 43,038 miliardi di euro.




Non è azzardato dire che siamo una nazione che vive al di sotto (e di molto) delle sue possibilità che ormai accumula surplus di bilancia commerciale "alla tedesca". Dunque conseguentemente siamo una nazione che risparmia molto e che consuma molto al di sotto a ciò che i conti e i rapporti con l'estero le permetterebbero. Attendiamo a questo punto l'aggregazione con le altre poste dei conti con l'estero (redditi primari, secondari, ecc. ) per vedere il saldo delle partite correnti. Ma, appare evidente che continuiamo a marciare a tappe forzate verso ulteriori record di surplus di partite correnti e verso il pareggio del Niip (Net international investment position; posizione finanziaria netta).




Inutile ricordare che un sistema-paese con posizione finanziaria netta in pareggio e con forte surplus di Bilancia Commerciale e di Saldo delle Partite Correnti è un paese solvibile ed inaffondabile e che il focus truffaldino sul livello del debito pubblico è assolutamente fuorviante perchè non tiene conto che avendo un Niip positivo significa che esso è debito detenuto da cittadini o comunque facilmente riacquistabile con risorse interne: dunque ciò significa che è un debito nei confronti di noi stessi. Ma i soloni dell'UE fanno finta di non vedere e non capire questa correlazione per motivi ideologici ("affamare la bestia") e per costringere il paese ad ulteriori dosi di chemioausterità inutile ed insensata con il risultato di frenare lo sviluppo interno di un concorrente e con il malcelato intento di costringere i redditi figli del surplus a finanziare paesi evidentemente "figli di un Dio Maggiore" (ogni riferimento a Francia, Germania e Olanda non è casuale). E così assistiamo al paradosso di rappresentanti di paesi con i conti con l'estero completamente sfasciati - e dunque dipendenti dai capitali esteri - che fanno la morale a paesi come l'Italia in perfetto equilibrio dei conti (ogni riferimento a Dombrovskis è assolutamente voluto). Così va la vita nell'Universo Orwelliano europeo.

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