Cuba sotto assedio, ma la Rivoluzione non lascia indietro nessuno

2328
Cuba sotto assedio, ma la Rivoluzione non lascia indietro nessuno

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Durante i lavori della Commissione parlamentare cubana dedicata a infanzia, gioventù e uguaglianza di genere, il presidente Miguel Díaz-Canel ha ribadito l’impegno profondo del governo verso le persone e le comunità in situazione di vulnerabilità. Con tono fermo ma costruttivo, ha criticato alcune affermazioni emerse nei dibattiti parlamentari, che – a suo dire – rischiano di stigmatizzare chi vive in povertà estrema, dimenticando le cause strutturali di queste condizioni. “Le persone in strada o in stato di disagio non sono un errore individuale, ma il risultato di ingiustizie storiche e disuguaglianze acuite”, ha affermato. E ha aggiunto: “Non possiamo giudicare superficialmente, né voltare le spalle a chi soffre. Sono nostri. E tocca a noi prendercene cura”.

Ma il presidente ha fatto un passo oltre, indicando con chiarezza uno dei principali responsabili dell’aggravarsi delle condizioni sociali: il blocco economico, finanziario e commerciale imposto dagli Stati Uniti. “Questa politica ostile – ha spiegato – non è solo un attacco economico: mira alla frattura sociale, alla disperazione, alla caduta della Rivoluzione stessa”. Il rafforzamento delle misure coercitive da parte di Washington ha reso ancora più difficile l’accesso a risorse essenziali, generando carenze che colpiscono soprattutto le fasce più fragili.

Tuttavia, Díaz-Canel ha sottolineato che Cuba non ha rinunciato al proprio dovere sociale: oltre 30 programmi governativi continuano ad affrontare le varie forme di vulnerabilità, dalla protezione delle donne e delle famiglie numerose alle misure per l’infanzia e i giovani. “Fidel ci ha insegnato che la crescita economica non ha senso senza giustizia sociale. La nostra politica si fonda sulla dignità, non sul profitto”, ha affermato il presidente, rinnovando l’impegno della Rivoluzione a non lasciare nessuno indietro, anche sotto assedio.

Díaz-Canel ha infine lanciato un appello all’unità e alla responsabilità collettiva: “Se il nostro cuore non vibra davanti al dolore sociale, non troveremo la forza per superare questa fase. Ma se agiamo con umanità, etica e partecipazione, supereremo anche questo assedio. Perché la Rivoluzione è fatta per la felicità del popolo”.

Tratto dalla newsletter quotidiana de l'AntiDiplomatico dedicata ai nostri abbonati

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero di Paolo Desogus I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

Quanto vale una vita? di Giuseppe Giannini Quanto vale una vita?

Quanto vale una vita?

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti di Antonio Di Siena "Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti