Cuba: le accuse contro Raúl Castro servono a costruire un casus belli

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Cuba: le accuse contro Raúl Castro servono a costruire un casus belli

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L’incriminazione dell’ex presidente cubano Raúl Castro da parte della giustizia statunitense per l’abbattimento dei velivoli di “Hermanos al Rescate” nel 1996 riporta al centro uno dei capitoli più complicati dei rapporti tra Cuba e Stati Uniti. Ma al di là dell’aspetto giudiziario, all’Avana la decisione viene interpretata e denunciata come una mossa apertamente politica, inserita in una strategia di crescente pressione contro l’isola caraibica. Washington accusa Raúl Castro e altri cinque ex funzionari cubani di essere responsabili della morte di quattro persone, tra cui tre cittadini statunitensi, sostenendo che gli aerei civili si trovassero in spazio aereo internazionale. Cuba respinge però questa versione e ricorda che quei velivoli avevano violato ripetutamente lo spazio aereo cubano per quasi due anni, nonostante le numerose proteste diplomatiche inviate agli Stati Uniti.

Secondo il governo cubano, gli aerei appartenevano a “Hermanos al Rescate”, organizzazione con base a Miami guidata da José Basulto, figura accusata dall’Avana di legami con operazioni terroristiche e piani per attentare alla vita di Fidel Castro. Per questo motivo, l’abbattimento del 24 febbraio 1996 viene descritto dalle autorità cubane come un atto di legittima difesa, avvenuto dopo decine di avvertimenti ignorati da Washington. Il presidente Miguel Díaz-Canel ha definito l’incriminazione contro Raúl Castro “un’azione politica senza alcun fondamento giuridico”, accusando gli Stati Uniti di manipolare i fatti per costruire un nuovo dossier ostile contro la Rivoluzione cubana.

Per L’Avana, l’obiettivo non sarebbe tanto fare giustizia su un episodio avvenuto quasi trent’anni fa, quanto alimentare una narrativa utile a giustificare nuove misure aggressive contro Cuba. Non a caso, negli ultimi mesi settori politici e mediatici statunitensi hanno intensificato le accuse contro l’isola, parlando di presunti droni militari cubani, cooperazione strategica con Russia e Iran, oltre a inesistenti “minacce” per la sicurezza nazionale statunitense. Una retorica che, secondo molti osservatori vicini all’Avana, ricorda da vicino quanto già avvenuto con Nicolás Maduro in Venezuela: incriminazioni, campagne mediatiche e pressione internazionale utilizzate come strumenti di delegittimazione politica contro governi considerati ostili agli interessi di Washington.

Per Cuba, il caso Raúl Castro rappresenta quindi molto più di una disputa giudiziaria. È il segnale di una nuova escalation nello scontro storico con gli Stati Uniti, combattuto oggi non solo con sanzioni economiche e isolamento diplomatico, ma anche attraverso la criminalizzazione politica dei dirigenti di quei paesi che rifiutano e contestano l’egemonia statunitense.


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