Araqchi da San Pietroburgo: 'Le pretese USA bloccano la pace'

2210
Araqchi da San Pietroburgo: 'Le pretese USA bloccano la pace'

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Il ministro degli Esteri iraniano, parlando dalla Russia, ha sottolineato che le richieste eccessive degli Stati Uniti hanno bloccato i negoziati per una fine definitiva della guerra.

Seyed Abbas Araqchi, al suo arrivo lunedì nella città russa di San Pietroburgo, ha riferito delle sue precedenti visite in Oman e Pakistan, affermando che il viaggio a Islamabad è stato "molto positivo" e necessario per esaminare, insieme ai funzionari pakistani, le condizioni per la prosecuzione dei negoziati con gli Stati Uniti.

"Durante il processo negoziale si sono verificati degli eventi, e le richieste eccessive e gli approcci fuorvianti degli Stati Uniti hanno fatto sì che il precedente ciclo di negoziati, nonostante i progressi, non potesse raggiungere i suoi obiettivi", ha affermato Araqchi.

Il ministro degli Esteri iraniano ha sottolineato che la posizione della Repubblica islamica nei negoziati acquista maggiore significato alla luce della resilienza del popolo iraniano.

“La posizione della Repubblica islamica dell’Iran è di grande importanza; 40 giorni di eroica resistenza da parte del popolo iraniano esigono che ripristiniamo i diritti del popolo e garantiamo gli interessi del Paese”, ha sottolineato.

Le tensioni nella regione sono aumentate in seguito alla guerra di aggressione tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, iniziata il 28 febbraio con l'assassinio della Guida suprema della Rivoluzione islamica, l'ayatollah Seyed Ali Khamenei, e di diversi alti comandanti militari.

L'8 aprile, quaranta giorni dopo l'inizio della guerra, entrò in vigore un cessate il fuoco temporaneo mediato dal Pakistan. I colloqui proseguirono a Islamabad, ma non si raggiunse alcun accordo a causa delle richieste massimaliste degli Stati Uniti e della loro insistenza su posizioni irragionevoli.

Iran e Oman, in coordinamento per la sicurezza dello Stretto di Hormuz

Araqchi, giunto a San Pietroburgo da Muscat, ha sottolineato che l'Iran e l'Oman, in quanto paesi che si affacciano sullo Stretto di Hormuz, "agiscono in modo coordinato e vi è un ampio consenso" per garantire la sicurezza in questa strategica rotta marittima.

"È naturale che, in quanto due Paesi confinanti, ci impegniamo in un dialogo per garantire i nostri interessi comuni e agiamo in modo coordinato in qualsiasi iniziativa in tal senso, poiché sono direttamente coinvolti gli interessi dell'Iran e dell'Oman", ha spiegato il ministro iraniano.

Il ministro degli esteri iraniano ha indicato che esiste un ampio consenso tra Teheran e Muscat e che, durante questa visita, è stato concordato di proseguire le consultazioni a livello di esperti.

Gli Stati Uniti, nel pieno della tregua, hanno bloccato l'accesso ai porti iraniani; in risposta, l'Iran ha imposto restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita in tempo di pace circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e gas liquefatto.

Potenziare le relazioni tra Teheran e Mosca

Inoltre, il responsabile della politica estera iraniana ha dichiarato di trovarsi in Russia per proseguire le strette consultazioni tra Teheran e Mosca su questioni regionali e internazionali, nonché per promuovere le relazioni bilaterali attraverso incontri con alti funzionari russi.

“L’incontro odierno con il Presidente della Russia sarà un’occasione opportuna per discutere gli eventi della guerra ed esaminare la situazione più recente in quest’area. Sono convinto che queste consultazioni e il coordinamento tra i nostri due Paesi saranno di particolare importanza”, ha dichiarato Araqchi.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia di Alessandro Bartoloni La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia

La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

I doppi standard di Giorgia Meloni di Fabrizio Verde I doppi standard di Giorgia Meloni

I doppi standard di Giorgia Meloni

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra di Michelangelo Severgnini Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA   Una finestra aperta Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”? di Francesco Santoianni Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

L'UE e la sinistra di Antonio Di Siena L'UE e la sinistra

L'UE e la sinistra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti