Aggressioni e disinformazione: la risposta venezuelana è il popolo organizzato
Nonostante le difficoltà e le pressioni esterne, il Venezuela “non si fermerà e continuerà ad avanzare”. A ribadirlo è stato Diosdado Cabello, ministro degli Interni e segretario generale del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), nel corso della consueta conferenza stampa settimanale, sottolineando come il Paese prosegua nel suo cammino di crescita economica e difesa della pace, anche di fronte agli attacchi imperiali.
Cabello ha ricordato che sono trascorsi 17 giorni dal sequestro del presidente Nicolás Maduro e della prima combattente Cilia Flores, definiti come “prigionieri di guerra” nel quadro di un’aggressione contro la sovranità nazionale e che mira al controllo del petrolio venezuelano. Di fronte a questa situazione, il popolo del Venezuela ha risposto con una mobilitazione costante e capillare: manifestazioni quotidiane, iniziative di piazza e una grande giornata nazionale dedicata alla scrittura di lettere di sostegno alla coppia presidenziale.
Secondo il dirigente bolivariano, nessun settore dell’estrema destra, estremista e golpista, potrà imporre il caos o la violenza nel Paese. “Il popolo è tranquillo e in pace perché c’è la Rivoluzione Bolivariana”, ha affermato, ribadendo il legame inscindibile tra istituzioni e movimenti popolari. Nel frattempo, il Governo bolivariano ha smentito con fermezza le fake news su presunte trattative segrete tra Diosdado Cabello e gli Stati Uniti, denunciate come tentativi di divisione e destabilizzazione.
La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha rilanciato l’appello all’unità nazionale, indicando tre priorità chiare: preservare la pace, ottenere la liberazione di Maduro e Cilia Flores e difendere il potere politico della Rivoluzione Bolivariana per proteggere il popolo venezuelano.
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