Wikileas sfida Obama a consegnare i documenti su Putin per autenticarli

Secondo uno dei principali editoriali del 'Financial Times', l'amministrazione Obama starebbe pensando di rivelare tutte le informazioni sul denaro di Putin in risposta ai presunti attacchi informatici russi

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Wikileas sfida Obama a consegnare i documenti su Putin per autenticarli

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da RT


Se il presidente statunitense Barack Obama vuole che i documenti posseduti sul suo omologo russo Vladimir Putin siano considerati «credibili», li dovrebbe consegnare a Wikileaks affinché siano autenticati secondo i loro standard, questo è quanto rende noto l’organizzazione fondata da Julian Assange attraverso il proprio portale. 

 

«Obama dovrebbe consegnare a Wikileaks i documenti affinché siano autenticati secondo i nostri standard se vuole che siano considerati credibili», così recita un tweet apparso sull’account ufficiale di Wikileaks. 

 

Gideon Rachman, editorialista principale di politica estera del ‘Financial Times’ ha informato attraverso il proprio account Twitter che l’Amministrazione Obama «sta valutando di rivelare tutto quello che sa sul denaro di Putin». 

 

Precedentemente, il presidente statunitense aveva promesso di rispondere ai presunti attacchi informatici russi - che afferma - hanno cercato di influenzare le elezioni negli Stati Uniti. «Credo che non vi è alcun dubbio che quando un governo straniero cerca di alterare l'integrità delle nostre elezioni, dobbiamo rispondere. E lo faremo, dove e quando decideremo», questo è quanto affermato da Obama in un’intervista alla catena NPR. 

 

L’intelligence degli Stati Uniti continua ad accusare la Russia nonostante Wikileaks abbia già rivelato le sue fonti

 

Diversi alti funzionari dell’intelligence USA accusano la Russia di aver ‘hackerato’ la rete del Democratic National Committee nel 2015 e nel 2016, durante la campagna elettorale, così come la mail privata di John Podesta, capo della campagna presidenziale della candidata democratica Hillary Clinton. 

 

Tuttavia, questo mercoledì, l’ex ambasciatore britannico in Uzbekistan, Craig Murray, ora associato a Wikileaks, ha affermato in un’intervista al ‘Daily Mail’ che l’origine di questi attacchi non proviene dalla Russia, ma da documenti ed email private rubate e consegnate a lui a Washington, da membri del Partito Democratico infuriati «per la corruzione della Fondazione Clinton». 

 

«Nessun documento proviene dalla Russia», ha affermato Murray, spiegando che la sua fonte «ha avuto un accesso legale» a tali informazioni. «I documenti provengono da una fuoriuscita interna, non da attacchi hacker». 

(Traduzione dallo spagnolo per l'AntiDiplomatico di Fabrizio Verde)

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