Uscire dall'euro non sarebbe l'inferno

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Uscire dall'euro non sarebbe l'inferno

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In un recente articolo sul Wall Street Journal, il professor Ross McLeod sostiene come l'uscita dalla moneta unica sia possibile e si trasformerebbe non necessariamente in un inferno se la Grecia, il paese preso in esame nell'analisi, dovesse permettere al mercato di stabilire il prezzo di cambio, impedendo così la fuga di capitali per la paura generata da una ridenominazione forzata. 
Finito un periodo di transizione gestito direttamente dalla Banca centrale, prosegue la sua analisi McLeod, il Governo greco dovrebbe utilizzare solo dracme nelle sue transazioni finanziarie quotidiane. In termini economici, il tasso di cambio iniziale è quasi irrilevante, con il prezzo offerto per gli euro che dovrà essere aggiustato giornalmente. Le vendite durante il primo giorno potrebbero facilmente essere a zero, ma nel momento in cui il prezzo di acquisto aumenta, le persone gradualmente sarebbero più disposte a tentare la scommessa, fino alla fissazione di un prezzo al quale corrisponde una significativa domanda di nuove dracme. 
Una volta che ci siano sufficienti dracme in circolazione, al fianco dello "sportello della dracma" creato dalla Banca Centrale, conclude Mc Leod, si formerebbe un mercato valutario per scambiare dracme con euro. A quel punto la Grecia si troverebbe nella condizione di avere una politica monetaria nuovamente indipendente.  Le conseguenze di anni di politiche fiscali irresponsabili, cattive politiche microeconomiche e inadeguata vigilanza sulle banche commerciali non si riaggiustano solamente reintroducendo una moneta nazionale, ma una soluzione ordinata, basata sul mercato, è disponibile se e quando si prenderà la decisione di "accendere la miccia".
 
Per una traduzione completa dell'articolo del Prof. Mc Leod si rimanda e si ringrazia http://vocidallestero.blogspot.fr/2013/07/come-si-esce-dalleuro-wall-street.html

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