Unità nazionale e devozione: l'Iran si stringe attorno a Khamenei
La cerimonia di commiato per il leader della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, è iniziata questa mattina presso la Grande Moschea dell'Imam Khomeini a Teheran, richiamando una folla immensa di fedeli in una storica dimostrazione di unità nazionale.
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— Press TV ???? (@PressTV) July 3, 2026
July 4: Press TV's real-time coverage of the funeral and farewell ceremonies for the martyred Leader of the Islamic Revolution, Ayatollah Khamenei
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L'evento, cominciato nelle prime ore di sabato, ha trasformato la Mosalla in un mare di dolore e devozione, con milioni di persone riunite per l'ultimo saluto al Leader. Secondo quanto comunicato dal quartier generale per la commemorazione, le celebrazioni proseguiranno fino a domenica presso la stessa moschea.
Il corteo funebre principale a Teheran è previsto per lunedì. Le cerimonie proseguiranno poi a Qom martedì e a Mashhad giovedì, dove la Guida Suprema sarà sepolta all'interno del santuario dell'Imam Reza. Gli organizzatori hanno inoltre annunciato che mercoledì si terranno speciali riti di commiato anche nelle città sante di Najaf e Karbala. Già nella giornata di venerdì, a Teheran, capi di Stato, dignitari stranieri e leader religiosi provenienti da tutto il mondo hanno reso omaggio al defunto.
La massiccia partecipazione pubblica è stata descritta sia come un estremo saluto al Leader, sia come un rinnovamento della fedeltà agli ideali della Rivoluzione islamica, all'Islam e ai martiri, simboleggiando l'impegno del Paese per la dignità, l'indipendenza e la resistenza.
L'Ayatollah Khamenei è deceduto a seguito ai vili attacchi da parte di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, che hanno fatto seguito all’aggressione contro il paese persiano avviato il 28 febbraio.
L'aggressione, che ha causato anche la morte di alti funzionari e numerosi civili, ha spinto l'Iran a rispondere con circa 100 attacchi di rappresaglia contro obiettivi sensibili e strategici americani e israeliani, offensiva che ha poi indotto gli Stati Uniti ad annunciare un cessate il fuoco unilaterale il 7 aprile.


