Turchia, Pakistan e Arabia Saudita verso un patto di difesa trilaterale

729
Turchia, Pakistan e Arabia Saudita verso un patto di difesa trilaterale

 

Dopo quasi un anno di colloqui riservati, tre grandi attori geopolitici regionali, Turchia, Pakistan e Arabia Saudita, hanno elaborato una bozza di accordo di difesa trilaterale. Questa possibile alleanza, denominata dai media “Nato islamica”, se formalizzata,rappresenterebbe un riallineamento geopolitico significativo, creando un blocco capace di rispondere autonomamente alle sfide di sicurezza in Medio Oriente e Asia meridionale.

 

Il ministro pakistano per la Produzione della Difesa, Raza Hayat Harraj, ha confermato alla  stampa che una bozza di accordo è già esistente" e che i tre paesi "stanno deliberando" da circa dieci mesi. L'accordo si distingue dal patto bilaterale Arabia Saudita-Pakistan, annunciato lo scorso settembre nel contesto delle tensioni nel Golfo.

Secondo Nihat Ali Özcan, analista del think tank turco TEPAV, ciascun partner apporterebbe risorse complementari: l’Arabia Saudita la propria  forza finanziaria, il Pakistan la propria  capacità nucleare, missili balistici e manodopera e  la Turchia la sua esperienza militare e un’industria della difesa in rapida crescita.

"I dinamismi in evoluzione e le conseguenze dei conflitti regionali stanno spingendo i paesi a sviluppare nuovi meccanismi per identificare amici e nemici", ha osservato Özcan, suggerendo come lo spostamento delle priorità statunitensi verso Israele e gli interessi nazionali stia accelerando questo processo di autonomizzazione regionale.

L'iniziativa trilaterale emerge in un momento di particolare tensione: il cessate il fuoco di maggio tra India e Pakistan ha infatti posto fine a scontri che hanno causato oltre 70 vittime.

Persistono inoltre  tensioni tra Pakistan e Afghanistan, con Islamabad che accusa i talebani di dare rifugio a gruppi terroristici. Altro fattore accomunante, le

preoccupazioni comuni riguardo all'Iran di Turchia e Arabia , sebbene tutti e tre i paesi siano attualmente inclini al dialogo con Teheran piuttosto che ad un confronto.

Da ultimo, ma non per importanza, la comune necessità di costituire un blocco potenziale contrapposto alle mire espansionistiche di Israele, paese destabilizzante negli equilibri regionali e la diffidenza comunque montante verso lo storico alleato a stelle e strisce. La cooperazione militare tra questi attori è già avanzata: la Turchia costruisce corvette per la marina pakistana. Ankara ha potenziato i caccia F-16 del Pakistan.  Viene condivisa tecnologia di droni con Pakistan e Arabia Saudita. La Turchia inoltre  desidererebbe coinvolgere entrambi i paesi nel suo programma di caccia di quinta generazione(TAI TF-X Kaan).

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, pur confermando i colloqui, ha precisato che "non è stato ancora firmato alcun accordo definitivo". Ha tuttavia delineato una visione strategica più ampia, attribuita al presidente  Erdo?an:

"Tutte le nazioni della regione devono unirsi per creare una piattaforma di cooperazione sulla questione della sicurezza", ha affermato Fidan, sottolineando come solo rafforzando la fiducia reciproca si possano prevenire "egemonie esterne" e l'instabilità alimentata dal terrorismo.

Un patto formale segnerebbe una nuova fase nelle relazioni tra Turchia e Arabia Saudita, un tempo rivali per la leadership del mondo sunnita. Dopo anni di tensioni, i due paesi stanno già approfondendo la cooperazione economica e di difesa, inclusa un'esercitazione navale ad Ankara questa settimana.

Sebbene i ministeri della Difesa di Turchia e Arabia Saudita si siano astenuti dal commentare dettagliatamente, l'esistenza di una bozza operativa suggerisce un avanzamento significativo dei negoziati. L'accordo nella loro prospettiva dunque, risponderebbe alla crescente domanda di architetture di sicurezza regionali autonome, in un momento di ridefinizione degli equilibri di potere mediorientali e di preoccupazioni per la stabilità dell'Asia meridionale.

__________________________________________________

L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA

ACQUISTALO ORA


L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità

 Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.


LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA

Pasquale Liguori

 Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.

Francesco Fustaneo

Francesco Fustaneo

Laureato in Scienze Economiche e Finanziarie presso l'Università degli Studi di Palermo.
Giornalista pubblicista dal 2014, ha scritto su diverse testate giornalistiche e riviste tra cui l'AntiDiplomatico, Contropiano, Marx21, Quotidiano online del Giornale di Sicilia. 
Si interessa di geopolitica, politica italiana, economia e mondo sindacale

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

La strategia del pitone di Donald Trump di Giuseppe Masala La strategia del pitone di Donald Trump

La strategia del pitone di Donald Trump

Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West di Raffaella Milandri Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West

Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles di Marco Bonsanto Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles

Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles

Liquidazione del nazista Kapustin di Marinella Mondaini Liquidazione del nazista Kapustin

Liquidazione del nazista Kapustin

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale di Giuseppe Giannini Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Democrazia statunitense e come dovrebbe essere di Michele Blanco Democrazia statunitense e come dovrebbe essere

Democrazia statunitense e come dovrebbe essere

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti