Trump rompe la tregua con l'Iran: "È finita, sono feccia"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ritiene che il cessate il fuoco con l'Iran "sia finito". Ha espresso questa opinione mercoledì, durante un incontro con il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, a margine del vertice dell'organizzazione ad Ankara, in Turchia.
La dichiarazione del presidente è arrivata in risposta a una domanda della stampa sulla tenuta della tregua e sul possibile "annullamento" del memorandum d'intesa tra i due Paesi, a seguito dell'ultimo scambio di attacchi avvenuto nella notte.
"È una domanda molto interessante. A mio parere, credo che sia finita. Non voglio più avere a che fare con loro", ha affermato Trump.
Il presidente statunitense ha poi definito la nazione persiana "una banda di feccia". "Se volete sapere la verità, sono una banda di feccia. Non mi piacciono. Sono persone malvagie", ha dichiarato, aggiungendo: "Sono persone malate, guidate da individui malvagi e violenti".
Nuova escalation e la minaccia dell'Iran
Teheran ha subito avvertito di "pericolose conseguenze" dopo aver lanciato una risposta militare al nuovo attacco statunitense.
Martedì, le forze armate degli Stati Uniti avevano condotto una serie di bombardamenti contro l'Iran con l'obiettivo di imporre "costi elevati" alla Repubblica Islamica, accusata di presunti attacchi contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, i media iraniani hanno riferito di forti esplosioni nelle città portuali di Sirik e Bandar Abbas, oltre che sulle isole di Qeshm e Kharg (nota: corretto il fuso "Jarg" in Kharg), dove si trovano le infrastrutture petrolifere chiave da cui transita il 90% delle esportazioni totali di greggio del Paese.
Il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, ha dichiarato che Teheran adotterà misure "decisive" per salvaguardare la propria sicurezza nazionale.
La risposta militare di Teheran
L'offensiva americana ha provocato un'immediata controffensiva. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha confermato mercoledì di aver condotto un'operazione congiunta con missili e droni contro 85 obiettivi militari statunitensi in Medio Oriente. Secondo l'IRGC, gli attacchi hanno colpito strutture utilizzate dalle forze USA in Bahrein e Kuwait, portando inoltre all'abbattimento di un drone MQ-9.


