Taiwan richiama il suo ambasciatore nelle Filippine

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Taiwan richiama il suo ambasciatore nelle Filippine

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Taiwan richiama il suo ambasciatore nelle Filippine ed annuncia ritorsioni sull'assunzione di nuovi lavoratori filippini nel paese a seguito della controversia diplomatica sorta per l'uccisione di un pescatore la settimana scorsa in un periodo di estrema tensione per la sovranità di alcune isole nel mar cinese meridionale.
Il presidente taiwanese, Ma Ying-jeou, ha affermato di non poter accettare le scuse e la risposta frettolosa e superficiale da parte delle Filippine, e che saranno adottate immediatamente tre misure come sanzioni: il congelamento delle richieste di lavoro da parte dei cittadini filippini, il richiamo dei rappresentanti di Taiwan nelle Filippine, e la richiesta ai rappresentanti delle Filippine a Taiwan di tornare in patria e trattare in modo appropriato questo caso. Ci sono attualmente 87,000 lavoratori filippini a Taiwan e le autorità del Ministero del Lavoro hanno dichiarato che circa 2,000 nuove applicazioni vengono sottoposte ogni giorno. 
Il premier di Taiwan Jiang Yi-huah ha dichiarato ai giornalisti che le scuse presentate da Manila non erano adeguate in quanto provenivano dall'ufficio di rappresentanza e non dal governo di Manila e perchè la nota è cambiata molte volte. La scorsa settimana Taiwan aveva chiesto scuse formali, compensazione per le vittime della famiglia, una serie investigazione e la punizione per i responsabili dell'accaduto; infine l'inizio di trattative per la pesca nell'area.

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