Siria, le nuove forze governative proseguono i massacri settari

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Siria, le nuove forze governative proseguono i massacri settari

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Finora sono sei le persone uccise e diverse altre appartenenti alla comunità alawita che sono rimaste ferite, ieri, in un nuovo massacro di civili nel villaggio di Harf B-Nimra, situato nel governatorato di Tartous in Siria.

Secondo quanto riportato da fonti locali, uomini armati che indossavano uniformi militari sono entrati nel villaggio nella campagna di Baniyas e hanno giustiziato il Mukhtar (l'anziano del villaggio), suo figlio e altri cinque uomini.

"Gli uomini armati sono partiti dalla base di Al-Desaynah, un ex campo del [dissolto esercito arabo siriano], nella campagna di Baniyas. Gli aggressori hanno eseguito l’attacco e sono tornati alla base dove sono di stanza le forze dei ministeri della difesa e degli interni", ha riferito lunedì l'Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR).

"Fonti del SOHR hanno riferito che gli aggressori hanno scandito slogan settari e lanciato minacce di morte prima dell'attacco, scatenando il panico nella regione", si legge nel rapporto.

In precedenza, l'SOHR aveva segnalato il ritrovamento di 11 cadaveri di civili con colpi di arma da fuoco alla testa, gettati nel fiume Jobar, vicino alla raffineria di Baniyas, nella campagna di Tartous.

Secondo fonti locali, centinaia di residenti del quartiere Al-Qosour di Baniyas risultano ancora dispersi e la loro sorte è ancora ignota.

La triste scoperta è avvenuta un giorno dopo che il presidente autoproclamato Ahmad al-Sharaa aveva annunciato la formazione di un governo di transizione per la Siria, salutandolo come “una dichiarazione della nostra volontà comune di costruire un nuovo stato”.

Da un mese gli estremisti perpetrano massacri settari nelle regioni costiere della Siria, uccidendo centinaia di famiglie alawite.

Il 25 marzo, almeno 31 civili sono stati uccisi dal personale del Ministero della Difesa e della Pubblica Sicurezza a Tartous, Latakia, Homs e Hama. Giorni prima, le truppe governative avevano ucciso almeno 72 persone nelle stesse province.

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