Siria e Egitto verso la ripresa delle relazioni diplomatiche

Il quotidiano libanese Al-Akhbar ha rivelato, ieri, che Egitto e la Siria hanno deciso di riprendere le relazioni diplomatiche a tre anni dalla loro interruzione.

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Siria e Egitto verso la ripresa delle relazioni diplomatiche

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Una fonte ha rivelato al quotidiano libanese, Al-Akhbar, che questa decisione è stata presa dopo una recente visita, in via riservata, del capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Siria, Ali Mamluk, al Cairo dove ha tenuto riunioni con vari alti funzionari egiziani e con il presidente Abdel Fatah al-Sisi.
Secondo Al-Akhbar, la riunione tra il capo dell'Intelligenze siriana con il Presidente egiziano ha portato a "risultati positivi", perché le parti hanno concordato di inviare presto rappresentanze diplomatiche per ripristinare le relazioni in tutti i campi.

L'Egitto ha espresso la sua volontà di inviare Ahmad Helmi, uno dei suoi diplomatici in Libano,  in Siria come console permanente.

Le autorità egiziane hanno comunicato a Mamluk che il governo di Al-Sisi si oppone alla disgregazione della Siria, e non vuole che si ripeta lo stesso scenario avvenuto in Libia nel 2011, chiedendo, inoltre, una soluzione politica alla crisi nel paese arabo.

"Se l'esercito siriano si sgretola, si avvierà la disintegrazione di altri paesi della regione", hanno avvertito i funzionari egiziani nei loro colloqui con Mamluk.
Il quotidiano libanese ha ricordato una recente intervista ad Al Manar, 25 agosto scorso, del presidente siriano Bashar al-Assad durante la quale dichiarò che "le relazioni tra la Siria e l'Egitto porteranno equilibrio nel mondo arabo" e che la Siria " combatte sulla stessa trincea con il popolo e l'esercito egiziano nella lotta al terrorismo."

 A tal proposito, è utile ricordare che il Ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shukri, giovedì scorso, ha affermato che ogni azione militare contro il territorio siriano è un crimine.

 Gli appelli per su una soluzione politica del conflitto siriano non si limitano all'Egitto. La Tunisia, lo scorso luglio, ha nominato un console per la sua missione diplomatica a Damasco. Inoltre, diversi paesi occidentali ammettono che la destituzione di Al-Asad non risolverà la crisi siriana, dopo aver appoggiato tutti gli sforzi per rovesciare il legittimo governo di Damasco.

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