SALVINYAHU

"Una posizione sbagliata, una gaffe consumata in due tweet a un centimetro dalla pantofola di Netanyahu."

2406
SALVINYAHU

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Proponiamo un commento del parlamentare (M5S) Pino Cabras alle ultime esternazioni di Salvini


In un luogo complicato come il Libano, la pace arriva dopo tanti lutti, dopo sofferenze di decenni e secoli, dopo equilibri delicati che si deve conoscere molto bene per non provocare immensi patatrac. La diplomazia esiste per questo, e fa un eccellente lavoro, così come lo fanno i soldati italiani della missione UNIFIL, che sono molto rispettati in uno dei confini più caldi e pericolosi del pianeta, dove lavorano senza improvvisazioni, da anni, per una pace ricca di consensi ma militarmente e politicamente fragile.



Matteo Salvini, che non è ministro degli esteri né della difesa, ha usato contro un partito di governo del Libano le definizioni che usano i settori più oltranzisti delle classi dirigenti israeliane (che hanno le loro convenienze che non sono le nostre). Una posizione che non è espressione della politica estera italiana e va contro i nostri interessi di sicurezza. Una posizione sbagliata, una gaffe consumata in due tweet a un centimetro dalla pantofola di Netanyahu.

C’è un errore politico ancora più singolare, in questa posizione di Salvini. Proprio lui che lancia frequenti allarmi contro l’espansione degli estremisti del terrorismo islamista e le persecuzioni dei cristiani, sbaglia del tutto bersaglio quando attacca il movimento Hezbollah. Mentre in favore dei cristiani perseguitati nel Levante i Salvini o i Cabras organizzano tuttalpiù qualche convegno, da parte di Hezbollah si è sacrificata la meglio gioventù, con tanti martiri ventenni caduti nel combattere e sconfiggere l’ISIS o altre formazioni jihadiste. Se non si è avuta una catastrofe geopolitica con la vittoria del Califfato e con decine di milioni di sradicati lo dobbiamo ad alleanze molto più complesse di quelle che stanno in due selfie raffazzonati. E per tutelare davvero di chi opera con professionalità e rischio nelle forze armate non serve la retorica a breve termine, ma la visione di uno Stato, la Repubblica italiana, che ha costruito relazioni con tante nazioni senza legarsi mani e piedi a una soltanto.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico di Fabrizio Verde Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico   Una finestra aperta Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La grande cultura contadina di Franco Baresi di Paolo Desogus La grande cultura contadina di Franco Baresi

La grande cultura contadina di Franco Baresi

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Tecnopolitica: la svolta totalitaria di Giuseppe Giannini Tecnopolitica: la svolta totalitaria

Tecnopolitica: la svolta totalitaria

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti