Quella frase "revisionista" sulla bellezza che Peppino Impastato non ha mai pronunciato

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Quella frase "revisionista" sulla bellezza che Peppino Impastato non ha mai pronunciato

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Perché la famosa frase sulla “bellezza” attribuita a Peppino Impastato che viene sempre tirata fuori, e con maggior frequenza il 9 maggio per l’anniversario del suo assassinio, è non solo un’invenzione cinematografica, ma finisce per avere un risvolto revisionista che distorce l’intero percorso di militanza politica e di appartenenza ideologica di Peppino Impastato?

Tale frase che compare nel film “ I 100 Passi” non è stata mai pronunciata e a spiegarlo è lo stesso Salvo Vitale, amico di gioventu’, che sarebbe poi nel film identificato con colui a cui Peppino rivolge la fantomatica (inventata) affermazione: “E allora forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte 'ste fesserie ... bisognerebbe ricordare alla gente cos'è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. Capisci?”

“In questo passaggio Peppino, anzi, chi parla per lui, - spiega Vitale- pone un problema di fondo, ovvero quello del primato della bellezza sulla politica e sulla lotta di classe. Era questo il suo pensiero? Non credo. Per dei marxisti ortodossi come lo eravamo, lo strumento fondamentale che muove la storia è l’economia con le sue spietate leggi, la struttura, rispetto alla quale le altre cose, a cominciare dalla bellezza, dalla morale, dalle leggi, dalla religione, dalla cultura, sono sovrastrutture, cioè conseguenze, spesso inevitabili, della struttura di fondo. Il conseguimento di una dimensione compiuta dell’uomo è la inevitabile conseguenza di un momento di rottura degli equilibri del sistema, la lotta di classe, la mitica rivoluzione. Dopo, all’interno di una palingenesi dell’umanità, di una nuova fase senza disuguaglianze, all’interno di una società “in comune”, cioè comunista, si potranno leggere sullo sfondo dimensioni di bellezza e di serenità. Anticipare la fruizione della bellezza all’interno di un sistema brutale, come quello capitalistico, significa avallare strategie e strumenti che tendono a giustificarlo, a legittimarlo, a salvarlo. Non si tratta, quindi, di “fesserie”. “

Per approfondimenti consiglio la lettura seguente

Francesco Fustaneo

Francesco Fustaneo

Laureato in Scienze Economiche e Finanziarie presso l'Università degli Studi di Palermo.
Giornalista pubblicista dal 2014, ha scritto su diverse testate giornalistiche e riviste tra cui l'AntiDiplomatico, Contropiano, Marx21, Quotidiano online del Giornale di Sicilia. 
Si interessa di geopolitica, politica italiana, economia e mondo sindacale

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